Sfrombolone vuole essere una completa e comoda agenda di eventi, spettacoli, teatro, musica, cultura, ecc. ovvero di tutto quello che c'è in giro per Bologna.
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Sfrombolone deriva dal verbo sfrombolare che è un tipo di azione molto intensa, travolgente, rotolante tipica degli uomini e delle donne che non stanno mai fermi.
Sfrombolone è uno che sfrombola ma ci sono due modi di sfrombolare.
Uno è quello pomeridiano. Le mamme per esempio sfrombolano tutto il giorno a portare i figli a scuola, a nuoto, a tennis, a calcio eccetera tornando a casa stravolte.
Lo sfrombolone notturno è diverso. Non si stanca mai, sfrombola per sfrombolare per tre e quattordici, va al bar, al cinema, a teatro, fuori con la fidanzata, a cena, a passeggiare, a vedere tutto quello che c'è da vedere.
Alla fine lo sfrombolone che riempie tutte le caselle della notte fa frombola. Tutti lo applaudono felici e a quel punto va a dormire tranquillo fino alla prossima sfrombolata.
Giorgio Comaschi
Per il ciclo “Incontri con la scienza in villa” relatore dott .Roberto Bedogni

ARCANGELI e gli ALTRI. La critica d'arte a Bologna nel XX secolo.
Quattro incontri con Marilena Pasquali
Primo incontro: Nino Bertocchi e l'arte a Bologna tra le due guerre: intuizioni del nuovo e difesa della tradizione (1920-1943)
La storia dell'arte non è fatta soltanto di artisti e opere, ma anche di tutte quelle figure che a vario titolo contribuiscono a creare un clima e a costruire una situazione culturale. Primi fra tutti, specialmente nella seconda metà del XX secolo, sono i critici, che accompagnano, introducono e a volte anticipano le scelte degli artisti, fornendo un quadro d'insieme ed offrendo loro spunti di riflessione e motivi di incontro con altri linguaggi ed altre personalità.
Nino Bertocchi fu un personaggio di rilievo nella Bologna del primo Novecento: critico militante e giornalista, fu pittore e scrittore, docente di scenografia all’Accademia di Bologna, laureato in ingegneria e autodidatta nell’arte si formò guardando i macchiaioli toscani, Luigi Bertelli, Courbet ma soprattutto Paul Cézanne, oppure studiando a fondo le mostre che recensiva. Credette nei valori tradizionali dell’arte, anche rischiando di rimanere isolato rispetto alle “avanguardie” e si dedicò soprattutto alla pittura di paesaggio, trovando in questo tema il modo di esprimere il suo sentimento quasi religioso per la natura.
Fu uno dei protagonisti del dibattito culturale bolognese del ventennio. Collaborò con “Il Resto del Carlino”, “Italia Letteraria”, “Frontespizio” e “Casabella”.
Le conversazioni saranno accompagnate dalla proiezione di immagini

CONFERENZA DEL PROF. THOMAS HERZOG
Con il Patrocinio del Comune di Bologna e degli Ordini degli Architetti e degli Ingegneri di Bologna, in occasione della presentazione del volume Uffici Sostenibili. Architetture Premiate in Europa, edito da PROCTOR Edizioni Spa, il Prof. Thomas Herzog presenterà nuovi progetti non ancora pubblicati, affiancato da grandi architetti come Mario Cucinella.
Thomas Herzog può essere considerato un pioniere dell’innovazione oltre che uno dei massimi esponenti nel campo dell’architettura bioclimatica e del progetto ecosostenibile; colui che ha integrato l'architettura con le leggi del mondo naturale. Il lavoro del prof. Thomas Herzog riesce a conciliare estetica, funzionalità ed ecosostenibilità, distaccandosi dalle mode e dalle correnti stilistiche. Un lavoro in cui l’edificio viene considerato parte di una nuova dimensione di equilibrio, in cui deve essere controllato ogni elemento di consumo e di produzione energetica, dove la sperimentazione diventa lo spunto per una nuova estetica architettonica. Un’architettura ripensata che tiene conto della fragilità del pianet, in cui ecologia, funzionalità ed estetica si fondono per dar vita a nuove sfide architettoniche.
Uffici Sostenibili. Architetture Premiate in Europa si presenta come una selezione di architetture accomunate da un eccezionale livello di qualità progettuale, ristrette ad un ambito limitato di funzionalità e classificate in ordine cronologico, in base al momento della costruzione. La raccolta documenta edifici ad uso direzionale già realizzati, in ambito europeo, rappresentativi di un’architettura che incoraggia un approccio responsabile nei confronti dell’energia e delle risorse.
Da Mata Hari a Ian Fleming, da Kim Philby al Comandante Felg: vite da romanzo che hanno fatto la storia. Con Le grandi spie (Vallardi), Andrea Carlo Cappi racconta di individui che per denaro o ideologia hanno giocato con il destino di intere nazioni. Con l’autore interviene Gianfranco Nerozzi.
Massimo Montanari presenta il suo nuovo libro
IL RIPOSO DELLA POLPETTA E ALTRE STORIE INTORNO AL CIBO (Laterza)
Interviene con l’autore Dario Guidi
Perché il pane è un simbolo di civiltà? Cosa può insegnarci la pasta sul rapporto tra forma e sostanza? Che cosa significa dividere le carni, e non poter dividere la minestra? Ricercare la ricetta perfetta è ideologicamente corretto? Perché al barbecue cucinano sempre i maschi? I piccoli gesti della vita quotidiana hanno un senso quasi mai banale. Aiutano a riflettere su quello che accade ogni giorno intorno a noi.
Giuseppina Bridelli mezzosoprano
Salvatore Percacciolo pianoforte
Giacomo Sagripanti pianoforte
incontri di lettura e scrittura in collaborazione con Beatrice Masella e Alba Piolanti
Che cos’è?
E’ l’invito a lettori e aspiranti scrittori a riunirsi intorno ad un autore/autrice per parlare dei suoi lavori, della scrittura, dei generi narrativi incontrati, per poi cimentarsi, se si vuole, nella produzione di brevi racconti su un incipit prestabilito.
Sono 4 incontri da gennaio ad aprile, e 1 incontro conclusivo in maggio dove si darà forma di libro artigianale, con materiale riciclato, ai racconti migliori.
I generi narrativi che verranno affrontati sono:
noir
intercultura culturale-linguistica
racconto ironico
poesia e narrativa per ragazzi
Il mercoledì sera, dalle 20.30 alle 22.30.
Passeggiata fra gli scaffali nella prima mezz’ora e alle 21 precise incontro con l’autore:
10 marzo sulla scrittura comica con Luciano Manzalini
14 aprile su poesia e narrativa per ragazzi con Sabrina Giarratana
Su un incipit lanciato dall’autore, chi lo desidera potrà inviare entro una settimana un racconto breve (max due cartelle) all'indirizzo e mail della libreria (info@libreriatrame.com).
Il maggio ultimo incontro per progettare i libri fatti a mano con i racconti prodotti e selezionati.

Musiche Salvador Bacarisse, Isaac Albéniz, Edouard Lalo,
Padre Soler, Reveriano Soutullo, Juan Vert
Coreografia Antonio Márquez, Paco Romero, Nuria Leiva,
Rocío Coralm Daniel Fernández y Currillo
Esecuzione Compañia Antonio Márquez
Con la partecipazione straordinaria di Paco Romero
appuntamento d’eccezione con la magia del “duende”, lo spirito sottostante ad ogni vera interpretazione flamenca, una rappresentazione che rievoca le atmosfere sensuali e calienti del Flamenco.
Lo spettacolo “Antonio. Un Omaggio ad Antonio Ruiz Soler” coreografato e danzato da Antonio Márquez con la sua Compaňia. Sull’onda del grandissimo successo ottenuto in Spagna e nelle prime tournée internazionali arriva a Bologna questa nuova e importante produzione di Antonio Márquez: un atto d’amore nei confronti di una figura leggendaria per la danza spagnola come Antonio Ruiz Soler, scomparso nel 1996 e noto in tutto il mondo come “Antonio el bailarìn”.
Figura poliedrica e geniale, Ruiz ha gettato le fondamenta del grande rinnovamento stilistico e coreografico che ha coinvolto la danza spagnola negli ultimi decenni. Per un incredibile incrocio di percorsi umani e artistici, il personaggio di “Antonio” da vecchio veniva interpretato in questa sorta di “Opera Flamenca” nell’edizione spagnola dal grande Paco Romero, il maestro di Antonio Márquez stesso e a sua volta allievo di Antonio Ruiz; anche grazie a questo “tocco”, l’interpretazione di Márquez è semplicemente indimenticabile per passione interpretativa e coinvolgimento emotivo.
La traiettoria artistica di Ruiz viene ricostruita con passione e affetto a partire da un effervescente caffè di Sevilla, passando per le esperienze americane e cinematografiche, mostrando la sua passione per l’insegnamento della sua arte che ha potuto mettere a profitto dopo il ritorno in Spagna nel periodo in cui fu direttore artistico del Ballet Nacional.
Com’è stato detto in Spagna, il “duende”, lo spirito sottostante ad ogni vera interpretazione flamenca, sembra toccare qui con il suo vivo fuoco tre generazioni di straordinari artisti.
Le musiche hanno in questo spettacolo un ruolo centrale: oltre a pezzi di flamenco puro come la coreografia del poema di Lorca “Prendimiento de Antoñito el camborio”, o le danze condotte al solo suono di tacchi e nacchere, emergono brani selezionati tra il meglio della musica classica spagnola: “Leyenda” di Salvador Bacarisse; “Sonata” di Padre Soler, “Sevilla e Córdoba” di Isaac Albéniz, il “Zapateado” di Sarasate e “La leyenda del beso” di Reveriano Soutullo y Juan Vert.

di Roberto Andò e Moni Ovadia
da William Shakespeare
regia Roberto Andò e Moni Ovadia
con Moni Ovadia e Shel Shapiro
e con Ruggero Cara, Lee Colbert, Roman Siwulak, Maxim Shamkov, Federica Vincenti
e Moni Ovadia Stage Orchestra
Un luogo imprecisato, a metà tra un ospedale e un mattatoio, in un futuro che è già cominciato. Un enigmatico mercante, del cui patrimonio non si conosce l’origine, e un regista ebreo, da anni inattivo, vi si incontrano per discutere di un progetto che li legherebbe, una messinscena del Mercante di Venezia. In comune hanno un’ossessione, Shylock, uno dei grandi personaggi shakespeariani. Mentre scorrono le visioni e gli esilaranti paradossi del Mercante di Venezia immaginato dal regista con una strana compagnia tragicomica, si delinea una partita sottile e inquietante in cui a essere in gioco è la stessa possibilità di tenere in vita il teatro come baluardo contro l’impostura e l’odio, fragile talismano della più grandiosa invenzione, quella dell’identità

Dopo il “Voglio far qualcosa che serva tour” del 2009, che ha visto la band di Manuel Agnelli calcare i più importanti palchi italiani, gli Afterhours affrontano il 2010 con un nuovo e particolare progetto teatrale.
“Un tour in un contesto anomalo nel quale saranno presenti ingredienti del tutto diversi dal solito. Non sarà un tour più quieto in quanto acustico, anzi, sarà un mix completo tra canzoni, letteratura e teatro con molti ospiti provenienti dai più svariati ambiti, nel quale l’ossatura del progetto sarà naturalmente la musica degli Afterhours.” (Manuel Agnelli)
Versione italiana del musical "The last five years"
musiche di Jason Robert Brown
su licenza esclusiva di Music Theatre International (MTI)
adattamento italiano Simone Leonardi
regia Piero Di Blasio
Prima versione italiana del noto musical di Broadway: “ THE LAST FIVE YEARS”! Lo spettacolo si avvale dell’interpretazione di 2 tra i più quotati ed apprezzati performers di musical italiani:
FRANCESCA TAVERNI e ANTONELLO ANGIOLILLO. Questa edizione dello show, prodotta da ATTORI ANIMATI e PINO INSEGNO con la regia di PIERO DI BLASIO e le traduzioni di SIMONE LEONARDI, fa dell’essenzialità la sua forza. La tensione emotiva e la giusta dose di ironia che il musical contiene, sono nelle mani dei due interpreti che con grande maestria trasportano lo spettatore all’interno della storia d’amore, raccontata con tutte le caratteristiche che ognuno di noi vive e ha vissuto nel suo quotidiano: gioia, eccitazione, innamoramento, ma anche illusione, paura e rabbia, tutti gli aspetti di una grande storia d’amore! La vicenda vissuta e raccontata dai due attori viene proposta da diverse angolazioni temporali, lei parte dalla fine del loro sodalizio amoroso a ritroso nel tempo, lui invece racconta tutto cominciando dal loro primo incontro fino al giorno in cui il loro matrimonio avrà fine. Questa è la peculiarità che fa di questo musical uno spettacolo di prosa completamente cantato.
Chi vede “QUESTI 5 ANNI” rivive tanti episodi della sua storia personale, diventando parte di quella dei due protagonisti, in una emozionante cascata di sensazioni.
Una scena scarna, 4 cubi, 2 quinte mobili, 2 grandi performers, 16 canzoni divertenti ed emozionanti allo stesso tempo, sono questi i numeri di QUESTI 5 ANNI, versione ufficiale italiana del musical di Jason Robert Brown "The last five years".
Un adattamento non troppo libero, ma necessario per rendere la storia più vicina al pubblico italiano e più fruibile nei contenuti, senza però snaturare la forza delle parole splendide in originale e che non perdono affatto nella stupenda versione di Simone Leonardi (altro grande performer di musical alla prima esperienza come adattatore).
Catherine Hiatt (Francesca Taverni) è una cantante di musical, non di grandissimo livello, ma comunque "apprezzabile", sposata da qualche anno con un ragazzo ebreo. La storia inizia con la fine del loro matrimonio. Catherine torna a casa e trova un biglietto di addio del marito che, stanco delle continue "paranoie" di lei, mette la parola fine alla loro relazione. Da qui in poi per la nostra protagonista sarà un retrocedere continuo verso i momenti più importanti della loro storia d'amore, dal ritorno di lui che va a trovarla in Ohio, agli ultimi provini, al matrimonio (unico duetto dello spettacolo in cui entrambi cantano nel tempo reale della vicenda), ai primi provini, al giorno del loro primo incontro 5 anni prima. A "complicare" la vicenda (per lo spettatore) è il punto di vista di lui, diametralmente opposto, raccontata dal primo incontro fino al giorno dell'addio 5 anni dopo.
Jamie Wellerstein è un giovane scrittore ebreo, molto quotato e di belle speranze innamorato della vita e delle donne, tutte rigorosamente ebree, finchè non conosce la giovane e bella Catherine che, sfortunatamente, non è ebrea. Da quel momento in poi la sua vita cambia. L'amore per lei lo porta prima ad accettare la convivenza da sempre negata alle altre e il matrimonio dopo. La sua popolarità come scrittore lo rende desiderato dalle donne che cominciano ad insidiare il suo matrimonio. Lui resisterà "eroicamente" fino al giorno in cui cadrà nelle braccia del suo editore...la giovane Elise. Da quel momento in poi l'addio diventa inevitabile, ed ecco che si finisce come si era iniziato, con una lacrima e un sorriso, solo che questa volta è lei che ride mentre lui, seppur consapevolmente, versa l'ultima lacrima d'addio.
sesto evento dell'anno accademico 2009-10 del ciclo i "Mercoledì all'Università", la proiezione del film di Serena Nono "Via della Croce". Sarà presente per un saluto Ivano Dionigi, Magnifico Rettore dell'Alma Mater Studiorum, Università di Bologna.
Interverranno: Gianluca Farinelli, direttore della cineteca di Bologna;
Gabriele Digani, francescano, responsabile opera Marella.
Il laboratorio bolognese si caratterizza per la forte interazione con il pubblico. Premesso che la parola finale dopo ogni spettacolo sta ai due autori -che giudicano la performance che si è appena svolta davanti al pubblico e durante la settimana aiutano gli artisti nello studio e nelle modifiche sulla successiva prova -anche gli spettatori fanno la loro parte. Il format bolognese prevede la possibilità di incidere sul parere degli autori non solo attraverso gli applausi, primo forte indice di gradimento "live" dello sketch ma anche attraverso il voto scritto che viene raccolto a fine show grazie all'utilizzo delle schede.
Gli spettacoli si presenteranno diversi ogni sera in un susseguirsi travolgente di gag, battute e ambientazioni surreali secondo il format perfettamente similare ad una puntata zero di Zelig Off .
Rocco Casino Papìa chitarra e voce
Giancarlo Bianchetti chitarra
Davide Garattoni c.basso
H 21 ArtRock in collaborazione con Strane Officine presenta KontestBand
H 22 Live AURA (rock) buon rock italiano con un orecchio teso alla migliore scena pop/rock britannica fanno buona parte dei brani di questa band potenziali tormentoni, di quelli che ti rimangono in testa al primo ascolto
A seguire dj set rock con Moreno Spirogi
commercial soundz
CAREY FERRY
POPPEN
lottery time presenta: MATTY P




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