Teatro Auditorium Manzoni

 
Teatro Auditorium Manzoni Via de Monari 1/2
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19 settembre 2010    ore: 20.00

ORCHESTRA MOZART

Claudio Abbado direttore

Julia Kleiter soprano Sara Mingardo contralto

JOHANN SEBASTIAN BACH
Arie dalla Passione Secondo Matteo BWV 244:
n.19 “Ich will Dir mein Herze schenken”; n. 47 “Erbarme dich, mein Gott!”
Aria n. 58 “Es ist vollbracht!”, dalla Passione secondo Giovanni BWV 245
GIOVANNI BATTISTA PERGOLESI
Stabat Mater, sequenza per soprano, contralto, archi e continuo

nell’ambito del Progetto pluriennale dedicato a Pergolesi, Claudio Abbado riproporrà il celebre Stabat Mater per soprano e contralto, con JULIA KLEITER e SARA MINGARDO. Le due cantanti si alterneranno inoltre in una selezione di tre arie dalla Passione secondo Matteo e dalla Passione secondo Giovanni di Bach, il quale come è noto fu molto influenzato dal linguaggio del compositore marchigiano. Si concluderà così il percorso che dal 2007 ha visto l’esecuzione di tutte le più importanti pagine sinfoniche e sacre dell’autore marchigiano, in collaborazione con la Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi.

Julia Kleiter
Nata a Limburg in Germania, ha studiato con William Workmann ad Amburgo e con Kleise Kelly-Mogg a Colonia. Ha debuttato all’Opéra Bastille di Parigi nel ruolo di Pamina nella produzione de Die Zauberflöte di Bob Wilson, diretta da Jiri Kout nel 2004.

Tra il 2007 e il 2008 ha interpretato Pamina a Zurigo, la Messa in Do maggiore di Beethoven diretta da Minkowski ad Einsiedeln, pezzi di Cherubini e Haydn a Vienna sotto la direzione di Muti, le Cantate di Bach dirette da Harnoncourt a Vienna, Parigi e Budapest, e poi da Metzmacher a Berlino. Inoltre, l’Oratorio di Natale di Bach a Vienna, Orfeo ed Euridice a Parigi, una nuova produzione del Fidelio (Marzelline) a Ferrara, Baden–Baden e Madrid diretta da Abbado, Acis e Galatea di Händel a Göttingen (con registrazione), il debutto allo Styriarte di Graz nella parte di Ilia (Idomeneo), con Harnoncourt.

Nel 2005 ha cantato Daphne, ancora Pamina a Parigi e Madrid, Papagena in un’altra produzione di Die Zauberflöte, diretta questa volta da Abbado a Ferrara, Baden-Baden e Modena, Xenia (Boris Godunov) a Firenze diretta da Bychkov e ha debuttato nella parte di Giunia (Lucio Silla di J.C. Bach) con Guschlbauer alla Opernhaus di Zurigo.

L’esordio nel 2006 nella parte di Serpetta nella Finta Giardiniera condotta da Harnoncourt è seguito da altri due debutti: Susanna (Le Nozze di Figaro) a Verona e Reggio Emilia, Cecilia (Lucio Silla di Mozart) con Netopil alla Fenice di Venezia e al Festival di Salisburgo, dove si è esibita anche nell’Oratorio mozartiano Betulia liberata, sotto la direzione di Poppen. Al Festival Internazionale di Edimburgo ha debuttato con Pamina, diretta da Abbado.

Il 2007 l’ha vista interpretare Pamina a Zurigo diretta da Harnoncourt, Sophie (Der Rosenkavalier) e Zdenka (Arabella) condotta da Welser-Möst e a Firenze si è esibita in concerto con Amor (Orfeo ed Euridice) diretta da Muti.

È stata inoltre ospite dell’Orchestra Mozart, con cui ha interpretato il Salve Regina in Do minore (novembre 2007) e il Salve Regina in La minore (giugno 2008) di Pergolesi, con la direzione di Claudio Abbado.

Oltre a dedicarsi all’Opera, si è esibita in vari concerti a Stoccolma, Monaco, Stoccarda, Los Angeles, Ferrara e Berlino (con Claudio Abbado), Parigi, Tolosa, al Festival di Salisburgo, al Musikverein di Vienna (con Riccardo Muti), al Styriarte Graz e in tournée in Giappone e Sud Corea, a Napoli (con Jeffrey Tate).

Fra le registrazioni, ricordiamo la Daphne di Strauss diretta da Bychkov, il Requiem di Mozart sotto la direzione di Ralf Otto e Die Zauberflöte (nel ruolo di Papagena) diretto da Claudio Abbado. In DVD troviamo La Finta Giardiniera di Mozart eseguita a Zurigo, Lucio Silla e Betulla liberata, registrate al Festival di Salisburgo nel 2006. A breve usciranno Die Zauberflöte (Pamina) e Arabella.

Sara Mingardo
Regolarmente ospite di alcune fra le principali istituzioni musicali italiane ed estere, Sara Mingardo è una delle rarissime voci di autentico contralto della scena musicale odierna; collabora stabilmente con direttori d’orchestra del calibro di Abbado, Myung Whun-Chung, Davis, Gardiner, Minkowski, Muti, Norrington, Pinnock, Pollini, Savall, Schreier, Tate e con le principali orchestre internazionali, tra cui Berliner Philharmoniker, London Symphony Orchestra, Boston Symphony Orchestra, Orchestre National de France. Di particolare rilievo anche la sua collaborazione con Alessandrini e Concerto Italiano, che l’ha vista esibirsi nei più importanti teatri italiani ed esteri.

Con una predilezione per le opere di Gluck, Monteverdi, Händel e Vivaldi, il suo vasto repertorio operistico comprende anche i principali lavori rossiniani e verdiani, nonché titoli come L’Orione di Cavalli, La Betulia liberata di Mozart, Anna Bolena di Donizetti, La Straniera di Bellini, Das Paradis und die Peri di Schumann, Béatrice et Bénédict, Les Troyens e Roméo et Juliette di Berlioz, Gianni Schicchi, sino a A Midsummer Night’s Dream e The Rape of Lucretia di Britten, Le Martyre de Saint-Sébastien di Debussy, Pulcinella di Stravinskij, Moses und Aron di Schönberg, L’enfant et les sortilèges di Ravel.

Ha interpretato con successo la Médée di Cherubini allo Châtelet di Parigi, l’Ariodante di Händel al Liceu di Barcellona, Giulio Cesare a Glyndebourne, La Sonnambula a Lyon, L’Orfeo di Monteverdi con Alessandrini, La Vergine dei dolori di A. Scarlatti a Bruxelles. Nel settembre 2007, alla Fenice di Venezia, ha cantato in prima esecuzione assoluta l’opera Signor Goldoni di Luca Mosca su libretto di Gianluigi Melega.

Tra le interpretazioni in ambito sinfonico si ricordano la Seconda Sinfonia di Mahler, la Rapsodia op. 53 di Brahms, la Passione secondo San Matteo di Bach, lo Stabat Mater e la Petite Messe Solennelle di Rossini, la Missa Solemnis di Beethoven, i Requiem di Mozart e Fux, il Messiah di Händel, la Lauda per la natività del Signore di Respighi, il Magnificat di Vivaldi ed il Te Deum di Caldara (proposto in occasione della riapertura del Teatro La Fenice di Venezia, con Muti).

Nel maggio 2007 ha cantato per la prima volta i Wesendonck Lieder di Wagner in tournée con la Radio-Sinfonieorchester Stuttgart e Norrington. Ha interpretato lo Stabat Mater (novembre 2007), il Salve Regina in Fa minore e la Messa di S.Emidio (giugno 2009) di Pergolesi con Abbado e l’Orchestra Mozart a Bologna.

Tra i suoi impegni recenti ricordiamo Roméo et Juliette all’Accademia Nazionale di S. Cecilia diretta da Maazel, quindi al Teatro alla Scala per la trilogia di Monteverdi diretta da Alessandrini, Andronico in Tamerlano alla Royal Opera House Covent Garden di Londra.

Tra i numerosi concerti nelle principali città europee, ricordiamo la Sinfonia n. 3 di Mahler a Dresda con Fruhbeck de Burgos, l’Oratorio di Natale di Bach al Teatro la Fenice di Venezia con Chailly e a Gelsenkirchen con Neumann. Dopo aver cantato al Lingotto di Torino per il Requiem di Mozart con Abbado, ha interpretato Juditha Triumphans a Madrid con l’Orquesta Nacionales de Espana.

Sara Mingardo vanta al suo attivo un’ampia discografia insignita dalla critica più accreditata. Nel 2001 ha ricevuto un Grammy Award per Les Troyens di Berlioz. L’Olimpiade di Vivaldi, così come l’Orfeo di Monteverdi, sono stati premiati con il Diapason d’or rispettivamente nel 2003 e 2007.


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29 settembre 2010    ore: 20.00

ORCHESTRA MOZART

Diego Matheuz direttore.

Giuliano Carmignola violino

Programma in via di definizione

Giuliano Carmignola
Giuliano Carmignola è riconosciuto come uno dei massimi interpreti del violino moderno e barocco, stimato per il suo ampio repertorio, che spazia dal Barocco al Classicismo, dal Romanticismo fino agli autori contemporanei.

La carriera di Carmignola inizia con la vittoria del “Premio Città di Vittorio Veneto” nel 1971 e del “Premio Paganini” a Genova nel 1973. In seguito a questi prestigiosi riconoscimenti, si esibisce come solista sotto la direzione di Claudio Abbado, Eliahu Inbal, Peter Maag e Giuseppe Sinopoli, nelle più prestigiose sale da concerto. Ha intrapreso inoltre lunghe tournèe con I Virtuosi di Roma e si è cimentato con la prima esecuzione italiana del Concerto per violino di Dutilleux.

Recentemente ha tenuto numerosi concerti e tournée con l’Orchestra Mozart diretta da Claudio Abbado, con Andrea Marcon e l’Orchestra Barocca di Venezia e con l’Academy of Ancient Music. In particolare si ricordano la tournée con la violinista Viktoria Mullova, il successo ottenuto in Giappone con la fortepianista Yasuyo Yano, i concerti di Mozart con la Royal Scottish National Orchestra e la lunga tournée negli Stati Uniti.

Nella stagione 2005 ha eseguito il Concerto di Mendelssohn con Christopher Hogwood al Barbican Centre, concerti come direttore e solista con la Mahler Chamber Orchestra, ed ha effettuato la sua terza tournée in Giappone.

Nel novembre del 2004, chiamato da Claudio Abbado come spalla e violino solista, partecipa al debutto dell’Orchestra Mozart. Inizia così una collaborazione stabile, che lo ha visto, fra l’altro, protagonista nell’esecuzione integrale dei Concerti per violino di Mozart, registrati per la DGG e pubblicati nel 2008.

Giuliano Carmignola è regolarmente presente ai più importanti festival internazionali. La BBC ha trasmesso la sua performance del 2002 al BBC Proms.

La sua ampia discografia include sei registrazioni per la Sony con l’Orchestra Barocca di Venezia, che comprendono la prima incisione di alcuni concerti di Vivaldi, Le Quattro Stagioni, e pagine di Locatelli. Attualmente incide in esclusiva per la Deutsche Grammophon Gesellschaft. L’uscita di Concerto Veneziano, una serie di concerti di Tartini, Locatelli e Vivaldi, è stata seguita da un disco di pagine vivaldiane in prima registrazione, che è stato recentemente premiato con il “Diapason D’Or” e lo “Choc du Monde de la Musique”.

Originario di Treviso, Carmignola ha cominciato i suoi studi con il padre e ha conseguito il diploma a Venezia, dove ha studiato con Luigi Ferro, perfezionandosi poi con Nathan Milstein, Franco Gulli e Henryk Szeryng. Ha insegnato al Conservatorio di Venezia per dieci anni; tiene regolarmente corsi all’Accademia Musicale Chigiana di Siena e nel 1999 è stato nominato professore alla Hochschule di Lucerna.

Per il repertorio barocco Giuliano Carmignola suona un violino “Florenus Guidantus” (Bologna, 1739), mentre per il repertorio di epoca successiva si avvale dello Stradivari “Baillot” del 1732 che la Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna ha voluto concedergli, a motivo della sua eccezionale levatura artistica e del suo impegno nella medesima città con l’Orchestra Mozart.


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18 ottobre 2010    ore: 20.30

Musica Insieme

GIAN BURRASCA

Roberto Molinelli        
Nino Rota Suite
PRIMA ESECUZIONE ASSOLUTA

Nino Rota                
Gian Burrasca

trascrizione di Giacomo Scaramuzza     

Una produzione Parmaconcerti
in collaborazione con Fondazione Musica Insieme e Teatro Comunale di Ferrara


Elio voce
Corrado Giuffredi clarinetto
Cesare Chiacchiaretta fisarmonica
Giampaolo Bandini chitarra
Enrico Fagone contrabbasso
Danilo Grassi percussioni
Lina Wertmüller testo e supervisione registica

Lina Wertmüller ed Elio per la prima volta insieme: la regista italiana artefice di alcuni tra i capolavori del cinema italiano fra gli anni Settanta e gli Ottanta incontra un artista dal genio surreale ed eclettico, abituato a dividersi fra il palco da concerto e i teatri di prosa. L’occasione nasce dalla proposta in chiave teatrale del celeberrimo Giornalino di Gian Burrasca, sulle musiche di Nino Rota, a cui la serata è dedicata, complice anche l’esecuzione in prima assoluta della Nino Rota Suite di Roberto Molinelli. Quando apparve sugli schermi televisivi lo sceneggiato liberamente ispirato al romanzo di Vamba, le musiche di Nino Rota - di cui nel 2011 ricorrerà il 100° anniversario dalla nascita - erano dirette da Luis Bacalov e la protagonista era una giovanissima Rita Pavone. La regia era di una Lina Wertmüller ancora lontana dal clamore del suo cinema sarcastico e beffardo. Ma il successo fu immediato, tanto da rendere immortali canzoni come Viva la pappa col pomodoro.


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Fondazione Musica Insieme
Galleria Cavour 3, Bologna
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1 novembre 2010    ore: 17.00

En tono minor

LUIS DE PABLO

Progetto triennale 2009-2011
MUSICA CONTEMPORANEA
Prime esecuzioni assolute e Commissioni d'opera
della R. Accademia Filarmonica di Bologna

Orchestra Mozart, Pascal Rophé

L'Accademia Filarmonica di Bologna, nel 2009, ha commissionato una nuova opera al compositore spagnolo LUIS DE PABLO. "En tono minor", questo il titolo, sarà completata nel 2010 e verrà eseguita in prima assoluta dall'Orchestra Mozart nel novembre 2010, al Teatro Manzoni di Bologna. Nella stessa serata verrà eseguita in prima mondiale anche "A la memoria de...", pagina di de Pablo del 2007.
L'iniziativa si realizza grazie ai contributi dell'Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, che sostiene il Progetto triennale 2009-2011 "MUSICA CONTEMPORANEA: PRIME ESECUZIONI ASSOLUTE - COMMISSIONI D'OPERA DELLA R. ACCADEMIA FILARMONICA DI BOLOGNA", e della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna. Si intende in questo modo dare seguito alla positiva esperienza di "Tierkreis", commissionato nel 2007 a Karlheinz Stokhausen dall'Accademia Filarmonica ed eseguito nel 2008 in prima mondiale dall'Orchestra Mozart.
La realizzazione di questo progetto avviene con la collaborazione di AngelicA, autorevole realtà di riconosciuta esperienza nell'organizzazione e nella valorizzazione della musica contemporanea.

LA COMMISSIONE A LUIS DE PABLO

La scelta da parte dell'Accademia Filarmonica di commissionare una composizione a Luis de Pablo non è stata casuale. De Pablo, nato a Bilbao nel 1930, è uno dei principali compositori contemporanei i cui tratti distintivi sono la qualità della sua musica - prolificamente composta in tutti i generi, sempre in anticipo sugli sviluppi contemporanei ed elaborata in un idioma assolutamente personale - e l'universalità delle tecniche e dei contenuti. Le sue composizioni mostrano infatti una conoscenza enciclopedica delle culture musicali mondiali attraverso tutte le epoche e la sua produzione può offrire un panorama completo dei paesaggi musicali del nostro secolo, dalle opere da camera alle opere per il teatro, facendone il mentore di tante giovani generazioni. Ricordiamo fra i suoi scritti la "Aproximación a una estética de la música contemporanea", un trattato sul suo linguaggio compositivo pubblicato nel 1968. Di recente pubblicazione il volume "Luis de Pablo. De ayer a hoy" di José Luis Garcìa del Busto, che illustra la produzione degli ultimi dieci anni.

La composizione "En tono minor" verrà presentata in prima assoluta nel novembre 2010, al Teatro Manzoni di Bologna. Verrà eseguita dall'Orchestra Mozart, diretta da Pascal Rophé, insieme a un'altra prima mondiale, "A la memoria de...", una composizione di Luis de Pablo scritta nel 2007. Completeranno il programma due pagine di Igor Stravinskij: il Concerto in Mi bemolle maggiore "Dumbarton Oaks" e le Danses concertantes.
Il direttore d'orchestra francese Pascal Rophé è un vero specialista della musica contemporanea e dirige regolarmente i più importanti ensemble europei, come per esempio l'Ensemble InterContemporain di Pierre Boulez, con cui ha collaborato numerose volte.


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7 novembre 2010    ore: 16.00

Musica Insieme

Franz Liszt  Viaggio in Italia

ROBERTO PLANO pianoforte
MONICA LEONE pianoforte
MAURIZIO BAGLINI pianoforte
MICHELE CAMPANELLA pianoforte

ore 16
ROBERTO PLANO
Années de pèlerinage. Deuxième Année. Italie R 10b                                    
Réminiscences de Norma R 133                                    
Réminiscences de Lucia de Lammermoor R 151                            
Rigoletto. Paraphrase de concert R 267

ore 17.40
MONICA LEONE
Aida. Danza sacra e duetto finale R 269                                
Réminiscences de Boccanegra R 271                                
Don Carlos. Coro di festa e marcia funebre R 268                            
Valse à capriccio sur deux motifs de Lucia et Parisina R 155                    
La Romanesca R 91                                            
Venezia e Napoli R 10c                                        
À la Chapelle Sixtine R 114                                    

ore 20.00
MAURIZIO BAGLINI
Ouverture dal Guillaume Tell R 237                                    
Six Grandes Études de Paganini R 3a                                
Marche funèbre dal Dom Sébastien R 156                    
Grande Paraphrase de la Marche de Donizetti composée pour le Sultan Abdul-Medij Khan R 157
Miserere du Trovatore R 266                                    
Grande Fantaisie de bravoure sur la Clochette de Paganini R 231                

ore 21.40
MICHELE CAMPANELLA
La lugubre gondola I e II R 81                                    
R.W. – Venezia R 82                                         
Années de pèlerinage. Troisième Année R 10e                                    
Due Leggende francescane R 17                                    


Sotto la guida di uno dei maggiori interpreti lisztiani qual è Michele Campanella, altri tre lisztiani doc come Baglini, Plano e Leone parteciperanno a questo originale omaggio alle musiche che legano il celebre ungherese all’Italia, aprendone idealmente i festeggiamenti per il bicentenario della nascita. Che il viaggio in Italia fosse più di una vacanza per giovani annoiati o artisti melanconici in crisi lo testimonia del resto una ricchissima letteratura. L’Italia per tutti gli europei (ed oggi per tutto il mondo, esclusi ovviamente gli italiani) è il luogo privilegiato, ove fare un’esperienza artistica qualitativamente irripetibile. E non solo perché in Italia si trova la maggior parte del patrimonio artistico mondiale, ma anche e soprattutto perché in Italia hanno operato i maggiori artisti ed intellettuali, e in certo qual modo i luoghi (tanto i paesaggi quanto le città) conservano memoria evidente di tale presenza. Tra i viaggiatori illustri, Liszt è stato uno dei più assidui. Per lui l’Italia, come dimostrano i titoli che ha voluto dare alle molte ed importanti pagine del suo diario musicale, è un luogo di pellegrinaggio. Liszt si avvicina cioè al nostro paese con la reverenza e la passione che anima l’uomo di fede, il pellegrino, appunto, che scopre tanto le leggende quanto la letteratura, che ammira Dante come la Cappella Sistina. E che naturalmente va a teatro. È nei teatri che gli europei dell’Ottocento ritrovano sintetizzate le ragioni per amare il nostro paese, e Liszt, da artista sensibilissimo qual è stato, riconosce immediatamente il genio dei Rossini, dei Bellini, dei Verdi.


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15 novembre 2010    ore: 20.00

ORCHESTRA MOZART

Pascal Rophé direttore

IGOR STRAVINSKIJ
Concerto in Mi bemolle Dumbarton Oaks
LUÍS DE PABLO
“En tono minor” (2010)
Commissione della R. Accademia Filarmonica di Bologna, Prima esecuzione assoluta
“A la memoria de…” (2007) Prima esecuzione assoluta
IGOR STRAVINSKIJ
Danses concertantes

torna in cartellone, dopo il successo della serata Stockhausen del 2008, la grande musica contemporanea in prima esecuzione assoluta. L’Accademia Filarmonica di Bologna ha commissionato una nuova opera al compositore spagnolo LUIS DE PABLO, che avrà il titolo En tono minor (2010). Nella stessa serata verrà eseguita in prima mondiale anche A la memoria de…, pagina di de Pablo del 2007. Completano il programma il Concerto “Dumbarton Oaks” e le Danses concertantes di Igor Stravinskij. La Mozart sarà guidata da PASCAL ROPHÉ, un vero specialista della musica contemporanea. L’iniziativa si realizza anche grazie ai contributi dell’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, che sostiene il Progetto triennale “Musica Contemporanea: Prime Esecuzioni Assolute - Commissioni d’opera della R. Accademia Filarmonica di Bologna”. La realizzazione di questo progetto avviene con la collaborazione di AngelicA.

Pascal Rophé
Pascal Rophé è nato a Parigi nel 1960. Dopo aver completato i suoi studi al Conservatoire National Supérieur de Musique de Paris, ha vinto il 2° Premio al Concours International de Jeunes Chefs d’Orchestre di Besançon nel 1988.

A partire dal 1992, ha collaborato con Pierre Boulez e David Robertson all’interno dell’Ensemble InterContemporain, che ha diretto numerose volte. Ha diretto altre importanti formazioni orchestrali francesi, tra cui le Orchestres Nationaux di Lyon, Montpellier, Strasbourg, de l’Ile de France e l’Orchestre National de France. All’estero ha lavorato regolarmente con la BBC di Londra, Orchestre Philharmonique de Liège, Orchestre Philharmonique du Luxembourg e varie orchestre radiofoniche europee.

La sua spiccata predilezione per la musica del XX secolo, di cui è diventato uno specialista, lo porta a dirigere regolarmente i più importanti ensemble europei, con i quali sempre di più affronta il grande repertorio sinfonico degli ultimi due secoli.

Oltre ad aver ricoperto la carica di direttore artistico della Philharmonie de Lorraine, ha diretto l’Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo, l’Orchestra Sinfonica della Radio Olandese, l’Orchester der Komischen Oper Berlin, l’Orchestra della Fenice nell’ambito della Biennale di Venezia, l’Orchestre Philharmonique de Radio-France.

Almeno due volte all’anno si dedica all’opera lirica: dopo aver diretto Il Vascello Fantasma con l’Orchestre National d’Ile de France e ripreso Heloïse et Abélard di Ahmed Essyad al Théâtre du Châtelet di Parigi, ha diretto tra l’altro Le dialogue des Carmélites al Festival di Primavera di Budapest.

Il suo disco Intrada di Eric Tanguy con l’Orchestre National de France ha ricevuto il premio Choc de la Musique in aprile; un altro CD dedicato a Thierry Escaich con l’Orchestre Philharmonique de Liège ha appena ottenuto una classificazione “10” da Répertoire e il Diapason d’Or.

Tra le altre registrazioni, una è dedicata ai Concerti di Pascal Dusapin con l’Orchestre National de Montpellier e due a opere di Ivan Fedele e Dallapiccola con l’Orchestra della RAI di Torino.

Pascal Rophé si dedica anche all’insegnamento e da molti anni tiene corsi di perfezionamento di direzione d’orchestra al Conservatoire National Supérieur de Musique a Parigi.


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data in via di definizione
 
15 novembre 2010    ore: 20.30

Musica Insieme

QUARTETTO PROMETEO

QUARTETTO PROMETEO
MARIO BRUNELLO
violoncello
CARLO REBESCHINI tastiere
MAURIZIO BEN OMAR percussioni

Giulio Rovighi violino
Aldo Campagnari violino
Carmelo Giallombardo viola
Francesco Dillon violoncello

MARIO BRUNELLO violoncello
CARLO REBESCHINI tastiere
MAURIZIO BEN OMAR percussioni

Luigi Boccherini  Sonata in do maggiore G. 17 per violoncello e basso continuo
Quintetto in sol maggiore n. 2 G. 302 per due violini, viola e due violoncelli
Concerto in sol maggiore n. 3 G. 480 per violoncello e archi
Giovanni Sollima Spasimo per violoncello, trio d’archi, percussioni, tastiere


Mario Brunello non è soltanto il primo italiano ad aver trionfato, nel 1986, al Concorso “ÄŒajkovskij” di Mosca, calcando da allora le scene di tutto il mondo. Né lo fermano i confini della classica, che varca da anni per sperimentare nuovi progetti con le voci di Paolini, Ovadia, Capossela. Mario Brunello ama le sfide, le scoperte, gli scambi di emozioni ed esperienze musicali. Non a caso il sodalizio con il Prometeo, straordinario quartetto italiano – ed organico assai raro nel nostro Paese – lo vede accostare uno dei nostri più originali compositori settecenteschi a quello che è forse il suo alter ego moderno: Giovanni Sollima, del quale verrà eseguito, coi rinforzi degli ottimi Ben Omar e Rebeschini, Spasimo. Scritto per la riapertura dell’omonima chiesa palermitana nel ’95, dopo una rocambolesca storia di identità cambiate, da ospedale a lebbrosario, a magazzino, Spasimo raccoglie il respiro di quel luogo vibrante di storia, ed insieme dell’intera città.


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21 novembre 2010    ore: 20.00

ORCHESTRA MOZART

Claudio Abbado  direttore

Radu Lupu pianoforte

ROBERT SCHUMANN

Ouverture da Geneviève op. 81

Concerto per pianoforte in La minore op. 54

Sinfonia n. 3 in Mi bemolle maggiore op. 97 Renana

la serata sarà interamente dedicata a Schumann e vedrà il ritorno di un graditissimo ospite, fra i più grandi pianisti del mondo, RADU LUPU, interprete del celebre Concerto per pianoforte e orchestra in La minore. Il programma si aprirà con l’Ouverture da “Geneviève”, per chiudersi con la Sinfonia n. 3 “Renana”.

Radu Lupu
Radu Lupu è nato in Romania ed ha iniziato gli studi di pianoforte all’età di 6 anni con Lia Busuioceanu, debuttando in pubblico a soli 12 anni con un programma completo di musiche da lui stesso composte. Per diversi anni continuò gli studi con Florica Muzicescu e Cella Delavranca finché, nel 1961, vinse una borsa di studio per il Conservatorio di Mosca, dove studiò con Galina Eghyazarova, Heinrich Neuhaus e, più tardi, con Stanisalv Neuhaus. Vincitore di tre importanti concorsi, il Van Cliburn nel 1966, l’Enescu International nel 1967 ed il Concorso di Leeds nel 1969, riceveva infine nel 1989 il prestigioso premio Abbiati, assegnato dall’Associazione dei Critici italiani.

Radu Lupu suona regolarmente con le più importanti orchestre internazionali, inclusi i Berliner Philharmoniker, con cui , nel 1978, fece il suo debutto al Festival di Salisburgo, sotto la direzione di Herbert von Karajan, i Wiener Philharmoniker, con cui inaugurò il Festival di Salisburgo 1986 sotto la direzione di Riccardo Muti, la Royal Concertgebouw Orchestra, le maggiori orchestre londinesi e tutte le grandi orchestre americane. I suoi primi importanti concerti negli Stati Uniti ebbero luogo nel 1972 con la Cleveland Orchestra diretta da Daniel Barenboim a New York e con la Chicago Symphony Orchestra diretta da Carlo Maria Giulini. È stato ospite di tutti i più importanti festival musicali ed ospite regolare dei Festival di Salisburgo e di Lucerna.

Tra le sue incisioni discografiche si trovano: i Concerti per Pianoforte di Beethoven con la Filarmonica di Israele diretta da Zubin Mehta; numerosi Concerti di Mozart; il Concerto n. 1 di Brahms, i Concerti di Grieg e di Schumann; l’integrale delle Sonate per violino e pianoforte di Mozart con Szymon Goldberg, le Sonate per violino e pianoforte di Debussy e Frank con Kyung-Wha Chung; opere di Beethoven, Brahms, Schumann e Schubert con Daniel Barenboim. Nel 1995 ha vinto due premi nella categoria “Best Instrumental Record of the Year”: un Grammy per le Sonate D 664 e D 960 di Schubert e un Edison per Kinderszenen, Kreisleriana e Humoresque di Schumann.

Ha inciso due dischi con Murray Perahia (CBS), due album di Lieder di Schubert con Barbara Hendricks  (EMI) ed un disco di brani di Schubert a quattro mani con Daniel Barenboim (Teldec).

Nel 2006 Radu Lupu ha ricevuto il Premio Arturo Bendetti Michelangeli e, per la seconda volta, il Premio Abbiati per le sue interpretazioni di Schumann.


Teatro Auditorium Manzoni Via de Monari 1/2
Tel. 051.2960864 - 051.261303
 
23 novembre 2010    ore: 20.30

Bologna Festival 2010 - Grandi interpreti

Kremer - Zimerman

Gidon Kremer violino
Krystian Zimerman pianoforte

Ludwig van Beethoven
Sonata in sol maggiore op.30 n.3 per violino e pianoforte

Ludwig van Beethoven
Sonata in la maggiore op.47 "Kreutzer" per violino e pianoforte

Ludwig van Beethoven
Sonata in sol maggiore op.96 per violino e pianoforte


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Tel. 051.2960864 - 051.261303
Bologna Festival Associazione O.N.L.U.S.: Via delle Lame 58 Bologna
Tel. 051 6493397/6493245 - Fax. 051 5280098
 
28 novembre 2010    ore: 20.00

Claudio Abbado - direttore

LUDWIG VAN BEETHOVEN

Sinfonia n. 5 in Do minore op. 67

la Stagione 2010 al Manzoni si chiude all’insegna di Beethoven, con la celebre Quinta Sinfonia, diretta da Claudio Abbado.


Teatro Manzoni - Via Dè Monari 1/2
 
13 dicembre 2010    ore: 20.30

Musica Insieme

ORCHESTRA BAROCCA DI VENEZIA

ORCHESTRA BAROCCA DI VENEZIA
GIULIANO CARMIGNOLA
violino e direttore

Antonio Vivaldi  Concerto in sol minore per archi e basso continuo RV 152
Concerto in mi minore per archi e basso continuo RV 133
Jean-Marie Leclair  Concerto in re minore per violino, archi e basso continuo op. 7 n. 1
Concerto in do maggiore per violino, archi e basso continuo op. 7 n. 3
Antonio Vivaldi  Concerto in do maggiore per violino, archi e basso continuo RV 177
Concerto in sol maggiore per violino, archi e basso continuo RV 303


Dall’età di Bach e Händel alle vertigini novecentesche di Mahler o di Berg, circondati da altisonanti nomi germanici cui guardare con reverenza, può accadere talvolta di dimenticare che la terra natale del concerto – ma anche della sinfonia – è proprio l’Italia, dove intorno al 1700 si sviluppano un nuovo linguaggio e un nuovo organismo strumentale, quello dell’orchestra moderna. Del nascente concerto Antonio Vivaldi è il campione riconosciuto, per la quantità (con oltre 400 lavori) e soprattutto per la qualità dell’“armonia” e dell’“invenzione”. E ai modelli italiani si ispira nella stessa epoca anche Leclair, aggiungendovi un gusto tutto francese per il colore strumentale. Da parte loro, Giuliano Carmignola e l’Orchestra Barocca di Venezia sono letteralmente a casa con i concerti del Prete Rosso, di cui hanno inciso numerosi inediti in prima mondiale, portando nelle sale di tutta Europa e Stati Uniti un affiatamento e un virtuosismo senza precedenti.


Teatro Auditorium Manzoni Via de Monari 1/2
Tel. 051.2960864 - 051.261303
Fondazione Musica Insieme
Galleria Cavour 3, Bologna
Tel. 051.271932
 
17 gennaio 2011    ore: 20.30

Musica Insieme

SALVATORE ACCARDO

SALVATORE ACCARDO violino
LAURA GORNA violino
LAURA MARZADORI violino
FRANCESCO FIORE viola
CECILIA RADIC violoncello
LAURA MANZINI pianoforte

Niccolò Paganini/Robert Schumann Sei Capricci per violino e pianoforte
Niccolò Paganini Quartetto per archi n. 3 in la minore
Ernest Chausson Concerto in re maggiore op. 21 per violino, pianoforte e quartetto d’archi


Il nome di Salvatore Accardo è profondamente legato a quello di Niccolò Paganini fin dagli esordi della sua carriera concertistica, quando, tredicenne, eseguì in pubblico i Capricci del celebre violinista e compositore genovese. Nel 1958, Accardo è poi il primo vincitore assoluto del Concorso “Paganini” di Genova, che lo lancia nel panorama internazionale, portandolo a collaborare con le maggiori orchestre, ed a vincere fra l’altro il prestigioso Premio Abbiati per l’eccezionale virtuosismo delle sue interpretazioni. Alla scuola di Accardo si sono formate intere generazioni di musicisti, dei quali è riunita qui un’accolita selezionatissima, che comprende anche lo strepitoso talento bolognese di Laura Marzadori. E alla storia dello stesso Accardo guarda il programma paganiniano, cui si accosta una rarità del repertorio: il Concerto per violino e quintetto di Ernest Chausson, autore francese dal catalogo tanto sottile, quanto ricco di fascino.


Teatro Auditorium Manzoni Via de Monari 1/2
Tel. 051.2960864 - 051.261303
 
31 gennaio 2011    ore: 20.30

Musica Insieme

QUARTA - BELLUCCI

MASSIMO QUARTA violino
GIOVANNI BELLUCCI pianoforte

Ludwig van Beethoven Sonata in la minore op. 23
Sonata in fa maggiore op. 24 – La Primavera
Ferruccio Busoni  Seconda Sonata in mi minore op. 36a
Ludwig van Beethoven  Sonata in do minore op. 30 n. 2

Esibitosi con direttori come Temirkanov, Chung, Thielemann, protagonista di un’incisione paganiniana subito assurta a pietra miliare dalla critica, ed attivo oggi in veste sia di violinista che di direttore con la Royal Philharmonic londinese, Massimo Quarta forma un rodato duo con un collega come Giovanni Bellucci, a sua volta detentore di un sostanzioso palmarès di premi e considerato il prosecutore ideale della grande tradizione pianistica italiana, sulla scia di Busoni, Zecchi e Michelangeli. E proprio a Ferruccio Busoni – che fu, tra le altre cose, direttore del Conservatorio di Bologna – è dedicata una parte cruciale del loro programma, che accosta con rigore filologico il genio sonatistico beethoveniano al più tedesco dei musicisti italiani, quel Ferruccio Busoni che proprio a Beethoven dedicava la sua Seconda Sonata per violino e pianoforte, considerandola come il momento di svolta della sua evoluzione musicale.


Teatro Auditorium Manzoni Via de Monari 1/2
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7 febbraio 2011    ore: 20.30

Musica Insieme

Sollima - Andaloro

Giovanni Sollima violoncello
Giuseppe Andaloro pianoforte

John Dowland Come again
Ludwig van Beethoven Sonata in la maggiore op. 69
Anton Webern  Drei kleine Stücke op. 11
Eliodoro Sollima Sonata 1948
Giovanni Sollima  Tema III da Il Bell’Antonio
Nikolaj Kapustin  Nearly Waltz op. 98
Élégie op. 96
Burlesque op. 97
Robert Schumann Cinque Stücke im Volkston op. 102

Eliodoro Sollima affermava di voler «disegnare una poetica capace di non escludere alcuna ereditaÌ€ linguistica, tradizionale o innovativa che fosse, al servizio soprattutto di una prioritaria raffinatissima ricerca timbrica». Il parallelo con analoghe parole di Giovanni Sollima, che di Eliodoro è il figlio, nonché uno dei più affermati violoncellisti-compositori di oggi, sorge spontaneo: «Ascolto chiunque produca suoni, sia cantando, sia parlando con espressione… cerco parentele con vocalità e tecniche strumentali arcaiche e comunque non occidentali, intervenendo sia sul timbro che sulla stessa accordatura dello strumento». I due Sollima costituiscono il cuore di un programma che non a caso s’irradia dal Cinquecento a oggi, con la complicità di un altro virtuoso-compositore siciliano come Giuseppe Andaloro, vincitore del Concorso “Busoni” di Bolzano nel 2005. Perché, per citare ancora Sollima padre: «Nuovo?, Vecchio? Credo che debba esserci un solo termine per la musica: valido».


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14 febbraio 2011    ore: 20.30

Musica Insieme

Musica Insieme

Lorenza Borrani violino
Francesco Dillon violoncello
Matteo Fossi pianoforte e celesta
Federico Poli percussioni
Roberto Bichi percussioni
Gianni Giangrasso timpani

Giacinto Scelsi  Due Improvvisazioni per violoncello e pianoforte
Dmitrij Šostakovič  Trio n. 2 op. 67 in mi minore per pianoforte, violino e violoncello
Quindicesima Sinfonia – trascrizione di V. Derevianko per pianoforte, violino, violoncello, percussioni, timpani e celesta

L’ultima grande sinfonia di Šostakovič è in realtà un’opera da camera. Per la tessitura, per la ricerca timbrica, per lo spirito sempre più intimamente raccolto del suo autore, che con l’avanzare degli anni – e della malattia che da tempo lo tormenta – mira sempre più alla semplicità, al valore dell’essenziale. Šostakovič scrive la Quindicesima Sinfonia nel 1971, le Improvvisazioni di Giacinto Scelsi risalgono al 1974: mai accostamento fu più azzeccato, se pensiamo che un’analoga concentrazione assoluta sulle singole note, unita alla massima cura dell’equilibrio formale, caratterizza i lavori maturi dell’italiano. Un simile accostamento nasce dall’estro e dalla curiosità onnivora di un manipolo di nuovi e agguerriti solisti italiani, capeggiati dalla strepitosa Lorenza Borrani, ben noto elemento di punta dell’Orchestra Mozart ed oggi primo violino di Mahler Chamber Orchestra e Chamber Orchestra of Europe.


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21 febbraio 2011    ore: 20.30

Musica Insieme

MAURIZIO POLLINI

Recital

Maestri d’Italia: la personalità artistica e morale di Maurizio Pollini esemplifica con precisione il significato di tale espressione. Nel lungo arco della sua straordinaria carriera, Pollini ha dimostrato che si possono conquistare le platee di tutto il mondo solo in forza e grazie alla propria arte, alla coerenza con la quale si perseguono i propri obiettivi artistici ed alla determinazione nel raggiungerli. E lo ha dimostrato anche nel farsi alfiere della musica dei nostri giorni, accostandola con scelte originali e stimolanti al repertorio consolidato, o nel non seguire la moda del momento. I risultati si vedono sul lungo periodo, e la coerenza nell’arte dà risultati stabili e duraturi. Dunque, un “maestro”, nel senso pieno del termine, ed un maestro chiaramente e profondamente cosciente dell’importanza di quella cultura italiana di cui è uno degli esponenti di maggior prestigio.


Teatro Auditorium Manzoni Via de Monari 1/2
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Fondazione Musica Insieme
Galleria Cavour 3, Bologna
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7 marzo 2011    ore: 20.30

Musica Insieme

TRIO DI PARMA

TRIO DI PARMA
Alberto Miodini pianoforte
Ivan Rabaglia violino
Enrico Bronzi violoncello

Franz Schubert  Notturno D 897
Giorgio Federico Ghedini  Sette Ricercari
Franz Schubert  Trio in mi bemolle maggiore D 929


Giorgio Federico Ghedini, figura tra le più rilevanti dell’Italia musicale moderna, aggiunge un tassello importante al mosaico della musica strumentale italiana, la cui storia ha vissuto peraltro alterne fortune. Se volgiamo lo sguardo all’epoca barocca, ecco che vediamo fiorire scuole fondamentali per la successiva evoluzione della musica europea. Poi l’Italia vivrà all’ombra dei successi del teatro musicale (mentre oltre le Alpi fioriranno capolavori cameristici come quelli di Franz Schubert), per tornare a brillare nel secondo Ottocento. Ecco quindi Martucci, che porterà in Italia (anche fisicamente) Brahms (invitandolo proprio a Bologna), e poi Bossi, Respighi, Busoni, Casella, Malipiero, Dallapiccola, Rota. E Ghedini appunto. È nel Novecento che la produzione cameristica italiana conosce una nuova straordinaria stagione, animando con la sua linfa anche gli interpreti, fino a giungere a quelle nuove generazioni, cui appartiene il Trio di Parma, che anche di quella linfa si sono nutrite per raggiungere una meritata eccellenza.


Teatro Auditorium Manzoni Via de Monari 1/2
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Galleria Cavour 3, Bologna
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21 marzo 2011    ore: 20.30

Musica Insieme

QUARTETTO DI CREMONA

QUARTETTO DI CREMONA


Teatro Auditorium Manzoni Via de Monari 1/2
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Galleria Cavour 3, Bologna
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4 aprile 2011    ore: 20.30

Musica Insieme

ACCADEMIA BIZANTINA

ACCADEMIA BIZANTINA
STEFANO MONTANARI violino
ROBERTA INVERNIZZI soprano
OTTAVIO DANTONE direttore

Antonio Vivaldi dall’opera Tito Manlio:Ouverture
Aria di Manlio “Sia con pace o Roma Augusta”
Aria di Lucio “Non ti lusinghi la crudeltade”

Concerto in re maggiore Grosso Mogul RV 208 per violino e archi

Dall’opera Tito Manlio:
Aria di Manlio “Vedrà Roma e vedrà il Campidoglio”
Aria di Lucio “Fra le procelle di un mar turbato”

Georg Friedrich Händel Dall’opera Giulio Cesare: Aria di Cleopatra “Non disperar”

Giovanni Battista Pergolesi Dall’opera Adriano in Siria:
Aria di Sabina “Chi soffre senza pianto”

Nicola Antonio Porpora Concerto in sol maggiore per violoncello e archi

Giovanni Battista Pergolesi Dall’opera Adriano in Siria:
Aria di Emirena “Quell’amplesso e quel perdono”

Georg Friedrich Händel Dall’opera Giulio Cesare:
Aria di Cleopatra “Da tempeste legno infranto”


Il rigore e la raffinatezza di Ottavio Dantone, l’energia e l’estro di Stefano Montanari, l’entusiasmo e la complicità di ogni singolo strumentista: come tessere di un mosaico bizantino, tutti questi elementi rendono l’Accademia uno dei più raffinati e vivaci ensemble di musica antica sulla scena internazionale. L’intento comune è quello di coniugare ricerca filologica e studio della prassi esecutiva su strumenti originali, con un’attenta e rispettosa lettura della partitura, come nella più nobile tradizione cameristica italiana. E proprio al racconto che della nostra storia antica faceva l’opera italiana del Settecento rimanda il programma dedicato a Roma ed al suo Impero, con la voce di Roberta Invernizzi, contesa fra la Scala e Salisburgo per l’unicità delle sue interpretazioni del repertorio barocco.


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18 aprile 2011    ore: 20.30

Musica Insieme

FILARMONICA ARTURO TOSCANINI

FILARMONICA ARTURO TOSCANINI

Richard Wagner  Siegfried Idyll
Giuseppe Sinopoli Kammerkonzert
Franz Schubert  Sinfonia n. 3 in re maggiore D 200


18 aprile 1998, Giuseppe Sinopoli sale sul podio dei SolistInsieme, l’ensemble nato dalla collaborazione tra Musica Insieme e l’Accademia Filarmonica romana: un ensemble costituito da solisti, come recitava il nome, e destinato ad eseguire quel repertorio che sta tra la sinfonica e la cameristica. Musica originale spesso, musica altrettanto spesso rielaborata proprio per quella compagine. A dieci anni dalla scomparsa, desideriamo ricordare quello che tra i Maestri italiani ha occupato un posto da protagonista ed è stato per lungo tempo sodale in una splendida avventura come quella dei SolistInsieme. Così, grazie alla collaborazione con la Filarmonica “Toscanini”, fiore all’occhiello della trentennale esperienza dell’Orchestra Regionale dell’Emilia-Romagna, riportiamo in scena proprio il programma di quel 18 aprile, nel quale spiccava peraltro il raro Kammerkonzert dello stesso Sinopoli.


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9 maggio 2011    ore: 21.00

Musica Insieme

MARIANGELA VACATELLO

MARIANGELA VACATELLO pianoforte

Ivan Fedele  Études Boreales
Franz Liszt   Sonata in si minore R 21
Sergej Prokof’ev Dieci Pezzi da Romeo e Giulietta op. 75

Una nuova Martha Argerich è spuntata nel firmamento musicale: più di un critico ha accolto con queste parole i concerti di Mariangela Vacatello, affacciatasi a quel firmamento forte del Master all’Accademia di Imola, cui si aggiungono i premi al “Busoni” 2005 ed al “Reine Elisabeth” 2007, e nel 2009 il “Top of the World” norvegese e il Premio del Pubblico al prestigioso “Van Cliburn” statunitense. Funambolico il suo virtuosismo, certo, ma altrettanto incantatoria è la carica espressiva delle sue interpretazioni, che la sta premiando sui palchi di tutto il mondo. E il programma non poteva che rispecchiarne l’indole, con due autori “nati” pianisti e le loro opere forse più trascendentali, dall’Ottocento di Franz Liszt agli Studi di Ivan Fedele (del 1990), affiancati ad un’opera dove la tecnica, pur impervia, è dissimulata e messa al servizio di una musica “plastica”, quasi gestuale.


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16 maggio 2011    ore: 21.00

Musica Insieme

ORCHESTRA DELLA TOSCANA

ORCHESTRA DELLA TOSCANA
ROMINA BASSO
mezzosoprano
GIORDANO BELLINCAMPI direttore

Bruno Maderna Alba per voce e orchestra d’archi
Manuel de Falla/Luciano Berio Siete canciones popolares españolas per mezzosoprano e orchestra
Manuel de Falla El amor brujo per orchestra
Franz Schubert Sinfonia in si minore D 759 – Incompiuta


L’Orchestra della Toscana, che sotto la direzione artistica di Luciano Berio ha vissuto un’intensa stagione d’eccellenza e di riconoscimenti, propone un programma sul filo della memoria, quella sonora quanto quella affettiva. Come non ricordare, infatti, l’amicizia che legò Bruno Maderna e Luciano Berio. Una vera amicizia tra uomini che condividevano ben di più della passione per l’arte dei suoni. D’altronde a Maderna si riconosce un ruolo che va al di là del suo pur fondamentale contributo musicale. Quasi una sorta di paternità, che lega a lui più di una generazione e discende poi fino ai giorni nostri. Poi c’è il Berio che trascrive, rielabora, orchestra. Un talento straordinario il suo, nel saper mantenere in una rielaborazione il proprio stile, pur senza tradire quello dell’originale. De Falla fu da lui amatissimo, così come Schubert, al quale dedicò una delle sue partiture più note, Rendering.


Teatro Auditorium Manzoni Via de Monari 1/2
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