Il cortometraggio prodotto da Articolture e diretto da Germano Maccioni con la prestigiosa partecipazione di Roberto Herlitzka, Angela Baraldi e Tatti Sanguineti.
Le cinque giornate di riprese a Bologna e dintorni sono così strutturate: lunedì 26 e martedì 27 il set è di stanza all’ASP Giovanni XXIII (Viale Roma 21, interni), poi si sposterà mercoledì 28 al Quartiere Barca (esterni) e chiuderà giovedì 29 a Varignana (interni ed esterni).
Un uomo alla soglia degli ottant’anni si innamora di una prostituta e forza il nipote, inizialmente all’oscuro di tutto, ad accompagnarlo agli appuntamenti, finendo per renderlo connivente rispetto all’insolita storia d’amore e alle sue rischiose assunzioni di medicinali eccitanti (gli odierni filtri d’amore lucreziani?). L’uso non controllato dei farmaci in effetti porta l’uomo in punto di morte e nelle ore d’attesa in ospedale, il nipote ha modo di conoscere Lucia, su cui riversa il suo conflitto interiore negandole un confronto, mentre il rapporto conflittuale con il nonno troverà occasione per mostrarsi più solido e complice di quanto in apparenza.
Cose Naturali non è un cortometraggio, ma un piccolo film, in cui la caratura del cast si misura con il taglio originale di Germano Maccioni, al suo esordio nel cinema di finzione. Lontano dalla fiction banalizzata, Cose Naturali fonde temi universali ad altri di attualità, lasciando parlare le immagini e soprattutto lasciando allo spettatore il compito di dare giudizi univoci su di essi. Herlitzka – che ha personalmente collaborato alla sceneggiatura – veste i panni contraddittori di un nonno che non rinuncia al suo essere uomo, lucido negli impeti della propria maturità e nel mostrare le proprie debolezze e le proprie piccole grandi ossessioni. Apre così la strada a riflessioni sul piacere e l’amore nell’età adulta, sul confronto-scontro tra generazioni e i corsi e ricorsi della Storia (che dai classici ai giorni nostri pare sempre ruotare attorno agli stessi cardini ), sulla moralità e il moralismo, sul decadimento fisico o mentale, la malattia, e – in fondo – sulla morte. Tante chiavi di lettura del film, quindi, che senza edulcorare la visione di una precisa fase dell’esistenza umana, non rinuncia a sostenere l’esercizio del libero arbitrio e l’importanza della consapevolezza di sé.


