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Gli Antichi Acquedotti di Bologna

Uniti dalla stessa volontà di valorizzare il patrimonio storico e culturale del territorio bolognese e delle Sue acque, i Consorzi dei Canali di Reno e Savena e il Gruppo Speleologico Bolognese, hanno unito le proprie idee e forze per dare vita a un ambizioso progetto “Gli Antichi Acquedotti di Bologna”.

Protagonista principale di questo lavoro è l’Acquedotto Romano, un’opera straordinaria, probabilmente voluta da Augusto, che risale all’ultimo ventennio del I secolo avanti Cristo. E’ ancora percorribile nella sua interezza, partendo dal Val di Setta percorrendo 26 km fino ai pressi dell’odierna di Via Saragozza, ed è uno dei pochissimi ad essere ancora attivo, per giunta trasportando acqua potabile al servizio della città. 

Nel 2004 viene affidato al Gruppo Speleologico Bolognese di svolgere l’ispezione completa di quest’opera. Il gruppo, a distanza di 5 anni, dopo, più o meno, duecento escursioni sotterranee per fotografare, per misurare, per fare rilievi e per ricostruire sulla carta e avendo destato ampio interesse nella cittadinanza bolognese, ha ritenuto opportuno procedere alla realizzazione e al lancio di una pubblicazione denominata “Gli antichi acquedotti di Bologna: le nuove scoperte, i nuovi studi”.

 

L’esito di questa ricognizione, senza precedenti per Bologna e che forse non ha eguali per nessun altro acquedotto di stampo romano, ha dato vita anche ad una Mostra, realizzata dai Gruppi Speleologici col contributo dei Consorzi dei Canali di Reno e Savena e della Federazione Speleologica Regionale, patrocinata dai Comuni di Bologna, Casalecchio e Sasso Marconi.

L’iniziativa si inquadra nella sistematica ricerca storica effettuata dai Consorzi dei Canali di Reno e Savena che attraverso la conoscenza del passato cercano gli elementi per il miglior governo dell’attualità e per una progettazione del futuro senza più errori.

La rassegna, caratterizzata da una sequenza di quaranta pannelli che attraverso fotografie e rilievi raccontano la Bologna sotterranea, è ospitata nel suggestivo contesto dell’Antico Opificio delle Acque (via della Grada 12). Qui è stato anche ricostruito e reso visitabile un tratto dell’Acquedotto Romano, rendendo possibile anche per il visitatore la sensazione vissuta dagli speleologi avuta in occasione delle ispezioni, mentre tutta l’esposizione si sviluppa attorno alla grande ruota mossa ancora oggi dall’acqua del Canale di Reno.

Apertura al pubblico dal pomeriggio di sabato 29 maggio, ore 15-19, poi tutti i giorni fino a domenica 13 giugno, con orario 9-13 e 15-19. Per ogni informazione e aggiornamento su visite e iniziative specifiche in programma è disponibile il sito www.gsb-usb.it.


Antico Opificio delle Acque via della Grada 12
 

 

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