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VIAGGIO NELLA STORIA DELLA MUSICA
Primo percorso storico
(Prof. Dario Ravetti)
L’Italia e le Fiandre: la grande polifonia sacra e profana
terza edizione del “Viaggio nella storia della musica”, organizzato dall’Accademia Filarmonica di Bologna. Il ciclo prevede 15 conferenze, da marzo a ottobre, articolate lungo i principali periodi storici e movimenti artistici, dal Medioevo al Novecento. Si rivolge a tutti i curiosi e gli amanti della musica che desiderano approfondire la conoscenza di questa arte. A condurre il “viaggio” sono quattro professori d’orchestra e di conservatorio, di grande esperienza nel campo della divulgazione musicale: Dario Ravetti, Piero Mioli, Luigi Girati e Giampaolo Salbego. Il ciclo è in collaborazione con l’Università della Terza Erà Primo Levi.
Il lungo “viaggio” prevede un’ampia esposizione della storia della musica occidentale, intercalata da due sezioni di approfondimento a carattere monografico. Le 15 conferenze prevedono ascolti discografici e proiezione di immagini illustrative.
Il primo percorso storico prende le mosse dall’antica Grecia e attraverso il Medioevo, il Rinascimento e il Barocco raggiunge il melodramma italiano di Verdi.

2° appuntamento con APERIBIMBIMBO’ BY CLUB CAFE’
Perchè l’aperitivo deve essere un momento di relax, non solo per gli adulti, ma anche per i bambini! E lo spazio ideale, protetto e confortevole per i vostri bimbi ce lo mettiamo noi, l’aperitivo Club Caffè!
Ed ecco cosa prevede il menù:
ADULTI:
- Cremini
- Olive all’Ascolana
- Bocconcini spinaci e mozzarella
- Patate fritte
- Verdure pastellate
- Riso basmati al curry
- Vassoio di spiedoni di pollo
- Selezione di salumi
- Cipolle di Tropea all’aceto
- Filettini di peperone al balsamico di Modena
- Bocconcini ai cereali con stracchino e rucola
- Insalata caprese
E PER I PIU’ PICCOLI:
Spiedini di formaggio e mortadella
Patate fritte
Bocconcini di pollo
Pizzette
Da bere:
Aperitivo alla frutta analcolico
Prosecco blanc de noir
Antonio Ingroia è uno dei più autorevoli magistrati antimafia italiani. Oggi in libreria presenta il suo C’era una volta l’intercettazione (Stampa Alternativa), un excursus tra storia e diritto su uno dei temi più discussi del momento. Interviene Sergio Caserta.
Libere e padrone del proprio destino: era l’idea che le donne italiane avevano di sé. Ma negli ultimi vent’anni le cose sono cambiate. In peggio. Caterina Soffici, autrice di Ma le donne no (Feltrinelli), ne parla con Nadia Urbinati.
Incontro con Moni Ovadia, in occasione dell’uscita del suo ultimo libro
IL CONTO DELL’ULTIMA CENA (Einaudi)
scritto con Gianni Di Santo.
Tra Vecchio e Nuovo Testamento, regole kasher, insegnamenti rabbinici, storielle ebraiche e ricette che contengono un antico sapere, il viaggio di Ovadia alla ricerca di un’etica del cibo. Il conto dell’Ultima Cena è un omaggio alla memoria e all’accettazione dell’Altro, ultimo antidoto slow all’in tolleranza e al tempo frenetico di oggi.

Censorship goes strange è il frutto della collaborazione tra Ozne, un’artista che ha elevato l’atto del cancellare a proprio modus operandi, e Yashima Mishto, fotografo erotico con base a Berlino. Due personalità molto diverse ma che dall’autunno 2009 lavorano insieme, recitando rispettivamente i ruoli del censuratore e dell’artista "censurato". Yashima, consapevole della distanza assai breve che separa l’erotismo dalla pornografia, ha quindi affidato le sue foto più scottanti a Ozne al fine di farne nascondere gli eccessi con stickers, pittura e cancellazioni varie.
Da questa singolare collaborazione sono scaturite due serie di lavori che verranno esposte separatamente presso le gallerie La Pillola e CA Gallery.
Censorship goes strange Vol.1 (Galleria La Pillola) mostrerà come le immagini erotiche, dopo essere state censurate, possano divenire più perturbanti di quanto si presume lo fossero in origine, mentre Censorship goes strange Vol.2 (CA Gallery) inscenerà una parodia della censura.
Censorship goes strange Vol. 1
La censura impedisce all’osservatore di venire a contatto con delle immagini sconvenienti, ma non è sempre detto che ciò che essa produce sia meno imbarazzante o urtante. A testimonianza di ciò basta osservare i barbari defacciamenti che Alexander Rodchenko praticò sui ritratti fotografici del suo album Ten Years of Uzbekistan (1934), foto di personaggi invisi al regime staliniano e di cui l’artista ha cancellato volti e nomi con dense pennellate di inchiostro nero. Immagini a dir poco perturbanti che Brian Dillon, parafrasando Valentin Groebner, ha commentato in questi termini: «Violence was shown in and with pictures, but the pictures showed only a terrifying void».
In maniera del tutto simile Ozne cerca di celare il potenziale erotico delle foto di Yashima, e le ricopre a tal punto, con grumosi strati di colore o fitti grovigli di segni, da catapultare le immagini in una poco rassicurante – sebbene suggestiva – dimensione dell’informe. Di corpi e visi cancellati rimangono quindi vestigia di particolari fisionomici, la sagoma originaria o tutt’al più un incolmabile vuoto.
A cura di Paolo Insolera e Marco Landini
TEATRO DELLE APPARIZIONI
una lettura spettacolare
POP UP - la terza dimensione del libro
un'idea di Fabrizio Pallara e Dario Garofalo
regia e luci Fabrizio Pallara
con Dario Garofalo, Paola Calogero, Valerio Malorni
musica dal vivo Federico Ferrandina
scene Fabrizio Pallara e Sara Ferazzoli
produzione TEATRO DELLE APPARIZIONI
coproduzione AREA 06
con il sostegno di RIALTOSANTAMBROGIO (Roma), ass.cult La luna al guinzaglio (PZ), KILOWATT FESTIVAL (AR), FREEZERO9 (Roma)
con il contributo diGRUPPO MAZZILLI srl, UNIPOSTA RECAPITO, DADAS srl, ARTIGRAFICHE srl
IMPORTANTE: affinché lo spettacolo abbia luogo è necessario che gli spettatori portino un romanzo a loro scelta. Il romanzo potrà essere utilizzato nello spettacolo e sarà in ogni caso restituito integro allo spettatore.
Una platea piena di libri, una scena vuota. Bianca, come una pagina di libro. Spazio che va ancora popolato.
Pagina da scrivere.
Un libro è come un uomo e tutti i libri, come ogni uomo, se interrogati sono capaci di dare risposte. I libri pop up erano utilizzati già dal XIV secolo come libri scientifici d'anatomia: apri una pagina e c'è un cuore dentro.
Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è una specie di strumento ottico che si offre al lettore per permettergli di far emergere quello che senza libro non potrebbe vedere.
Ogni spettatore è invitato a portare un romanzo da condividere, ovvero a portare un simulacro di sé che mette fisicamente a disposizione degli altri.
Un attore sceglie uno dei romanzi presenti in sala, la terra comune (e di nessuno) che metterà in relazione le due comunità, attori e spettatori, teatro e vita.
Da qui comincia l'emersione: lettura, azione, musica e luci. La lettura scorre e il testo diventa altro.
Tutti, nello stesso tempo e nello stesso spazio, sono lettori del romanzo scelto ma ciascuno vive a suo modo il presente che quella scelta garantisce: i due attori/danzatori che agiscono sul foglio bianco, il musicista che ne magnifica le intuizioni, la regia che ne accende o smorza le immagini e ogni spettatore che monta attivamente il suo personale spettacolo.
Ad ogni rappresentazione un viaggio unico e irripetibile in uno spettacolo interamente affidato all'improvvisazione degli artisti in scena.
La struttura viva del teatro, visibile, leggibile e capace di generare visioni.
"È quando una casa brucia - diceva Kafka - che si vede la struttura che la sorregge".
Pop up è uno spettacolo, una modalità di fare spettacolo, che indaga la possibilità di un rapporto di fiducia tra attori e pubblico.
La fiducia è dunque uno dei due cuori di Pop up.
Si tratta di accettare, di imparare ogni volta ad accettare il salto nel vuoto che costituisce ogni nuovo incontro, nella vita come nell'arte.
E la scelta di quel dato incontro è l'altro cuore di Pop up.
Ogni scelta procura un risultato e ogni risultato ha un valore e quasi sempre un senso che prima o poi si manifesta.
Ecco Pop up, emersione di senso: dallo scambio tra esseri umani scaturisce un mondo, un porto franco, nuovo e inaspettato, dove incontrarsi senza fare a meno di se stessi.
Al piano M° Stefano Lippi , violino Ramon Volpini
Lettura di poesie e prose del gruppo Letterario di J-C
In collaborazione con JUVENILIA CLUB

regia di Alessandro Bergonzoni e Riccardo Rodolfi
Un’ideale corda tesa a delimitare gli spazi del monologo da quelli del soliloquio. Un attore-attore che si muove nella ricerca di una precisione contemporaneamente complessa e comicamente dissonante. Uno spazio per sottolineare la reale linea d’ombra di Alessandro Bergonzoni, mai come stavolta, sotto i vostri occhi e per i vostri cervelli.
“Marco, il Territorio, NEL (fare) NEL (mentre) NEL (posto) NEL (momento) NEL (contesto) NEL (pensato) NEL (dire) NEL (guardare): il dentresco una sorta di sorte, questo è il costrutto: costruire il distrutto. L’illimitata delimitazione (bergon-zone) il retroquadro di punti scardinati. NO (negazione del Nord), SU (la parte altra del Sud), ES (essere come abbreviazione di Est), OV’EST (dov’è). Dove è tutto? Li mentre si è la (nella memoria fotografica). Nell’energia enucleare perché estrarre la forza chiusa costa. Uno spettacolo sulla cauzione per sprigionare le forze. Aprimi cielo.”

di Roberto Andò e Moni Ovadia
da William Shakespeare
regia Roberto Andò e Moni Ovadia
con Moni Ovadia e Shel Shapiro
e con Ruggero Cara, Lee Colbert, Roman Siwulak, Maxim Shamkov, Federica Vincenti
e Moni Ovadia Stage Orchestra
Un luogo imprecisato, a metà tra un ospedale e un mattatoio, in un futuro che è già cominciato. Un enigmatico mercante, del cui patrimonio non si conosce l’origine, e un regista ebreo, da anni inattivo, vi si incontrano per discutere di un progetto che li legherebbe, una messinscena del Mercante di Venezia. In comune hanno un’ossessione, Shylock, uno dei grandi personaggi shakespeariani. Mentre scorrono le visioni e gli esilaranti paradossi del Mercante di Venezia immaginato dal regista con una strana compagnia tragicomica, si delinea una partita sottile e inquietante in cui a essere in gioco è la stessa possibilità di tenere in vita il teatro come baluardo contro l’impostura e l’odio, fragile talismano della più grandiosa invenzione, quella dell’identità
Nino Campisi
Pier Paolo Pasolini
Una storia sbagliata

La Casa delle Culture e dei Teatri - Teatro Ridotto
Stagione 2010 Orme sulle rive dell'Ignoto
Teatro Potlach Per Edith Piaf
con Nathalie Menta regia di Pino di Buduo
Lo spettacolo è un viaggio musicale nella Francia degli anni 30-50 attraverso le canzoni di Edith Piaf.
Storie di vite nate nell’ambiente della malavita francese, storie di donne innamorate, storie di passioni, di sogni, di ricordi.
E’ il racconto di un’epoca, il 1939, un momento storico di grande fermento in tutta l’Europa. E’ l’epoca delle poesie di Jacques Prévert, delle fotografie di Cartier-Bresson, dei racconti teatrali di Jean Cocteau, dell’arrivo della Seconda Guerra Mondiale che decima tante famiglie, delle musiche dei film di Charlie Chaplin, delle immagini e dei personaggi del film “Roma Citta Aperta” di De Sica, della Resistenza francese, della lotta per la vita, per l’amore.
Il tema dello spettacolo, l’anima che lega le storie, e forse ancora di più l’anima di Edith Piaf sembra essere: “non smettere mai di credere nell’amore qualsiasi cosa succeda”.
Il Teatro Potlach è stato fondato nel 1976 a Fara Sabina (Rieti). Il suo nome è derivato dagli studi antropologici dei fondatori, e significa, nel linguaggio degli indigeni dell'America nordoccidentale, il rito del dono gratuito che conferisce prestigio a chi lo elargisce e a chi lo riceve. La storia del Potlach nasce negli anni dell’avanguardia teatrale romana da una scelta di ricerca e sperimentazione. L’identità artistica del Potlach si è espressa contemporaneamente nella produzione di spettacoli di sala e di spettacoli di strada, e nell’attivazione di iniziative pedagogiche che hanno coinvolto l’insieme delle tecniche espressive e performative, dal clown, alla parata, al teatro musicale, in un continuo scambio di conoscenze con gruppi nazionali ed internazionali, alla ricerca di un profilo professionale capace di offrire spettacolo ad ogni tipo di pubblico. Dal 1991 il Teatro Potlach realizza il progetto Città invisibili in Europa e in America, che consiste in un lavoro teatrale “fuori dai teatri” che trasforma gli spazi quotidiani attraverso la scoperta dell’identità culturale del luogo e l’elaborazione dell’energia creativa dei suoi abitanti.

di Manlio Santanelli
con Lello Arena e Sebastiano Tringali
regia Giancarlo Sammartano
Si ha da sapere che ho trascorso la mia infanzia in una angusta magione di un ancor più angusto edificio del centro storico di Napoli… Qualche crepa di troppo – ahinoi, gli indesiderati postumi della guerra – una corposa ristrutturazione in perfetto stile bunker e finalmente il coraggio di uscire da quell’incubo. Non va sempre così. Lello Arena e Sebastiano Tringali nell’occasione son quelli che passano tutta la loro vita tra le stesse quattro mura. Quelli che avvinghiati ai loro ricordi non percepiscono più il vuoto che li circonda. Quelli che vorrebbero uscire dal guscio ma non ce la fanno. Si inventano strategie di clownesca sopravvivenza, cercano una via d’uscita. Vivono una situazione di emergenza ma non spingono il maniglione antipanico. Pronti ad emigrare non oltrepassano mai il confine. Indietreggiano. «Ogni spettatore – suggerisce Santanelli – sarà libero di ritrovare nella commedia quegli umori che gli sono più congeniali, beninteso anche contro le intenzioni dello stesso autore».
commedia dilalettale

di Henry James
regia di Matjaz Berger
traduzione Rastko Mocnik
con Jana Zupancic, Borut Veselko, Branko Jordan, Jadranka Tomazic, Janez Starina, Dragica Potocnjak, Akira Hasegawa, Uros Potocnik, Ana Ruter, Ana Urbanc, Peter Harl, Nana Milcinski, Irena Yebuah Tiran, Leticia Yebuah Slapnik
tenore Rok Zidaric
basso Robert Yebuah
voce femminile di Henry James Nada Vodusek
voce maschile di Henry James Jure Longyka
drammaturgia Nana Milcinski
scenografia Matjaz Berger
costumi Alan Hranitelj
prodotto da Anton Podbevsek Teatre in collaborazione con Teatri di Vita
prima nazionale
In un'inedita rielaborazione sperimentale di Matjaz Berger, lo spettacolo Portret nege gospe (Ritratto di signora) giunge a Teatri di Vita direttamente dalla Slovenia, fucina del nuovo teatro mitteleuropeo.
Primo grande capolavoro di Henry James, Ritratto di signora è messo in scena dall'Anton Podbevsek Teatre di Novo Mesto, dallo stesso regista che già nel 2006 aveva presentato Il nome della Rosa al pubblico di Teatri di Vita.
In una fusione unica tra i temi del tradizionale romanzo e un sapore tutto contemporaneo, lo spettacolo presenta una scenografia coinvolgente e attiva, che enfatizza il dinamismo interiore dei personaggi stessi, con la ricchezza linguistica articolata e allusiva del romanzo di James. In scena la storia di formazione della giovane e bella Isabel Archer, piena di fervida immaginazione e di desiderio di indipendenza, trascinata nel gorgo di amori e relazioni, trovandosi così incastrata in modelli sociali e culturali che le stanno troppo stretti.
Berger allestisce così una sorprendente versione di Ritratto di signora, celebre anche per la precedente trasposizione cinematografica di Jane Campion con l'interpretazione di Nicole Kidman. Un romanzo del XIX secolo tradotto con i linguaggi del nuovo teatro del XXI secolo.
Lazzaro Piccolo chitarra
Mauro Ottolini trombone
Beppe Scardino sax baritono
Christian Ferlaino sax alto
Salvatore Lauriola c.basso
Gaetano Fonzi batteria
LES CLAYPOOL (Primus Bass Legend - Usa) + HOT HEAD SHOW
h.24.00
HELTER SKELTER con DJ SCANDELLA
H 22 Live IOSONOUNCANE (indie) Vocine, vocione, vociacce, loop, campioni, una chitarra acustica, strumenti ed elettronica a basso costo
H 23 Live EILDENTROEILFUORIEILBOX84 (pop) disturbati cut-up, crossover isterico, [non]sense prog-rock, sarcasmo nervoso e così via continuando su strade sempre più tortuose
A seguire DraftPunkNight con French dj e Embedded Elettronic Party con Panùm
TAMA SUMO DJ
MAREK performer from Berlin
FELIPE FROZZA visual artist
Dj LUGI + Dj TRIX , resident Madkid
Ormai riferimento nella scena reggae/hip-hop nazionale, torna il Block Party di Madkid & Co.
Paolino aka MADKID ,“The Juggling Maestro”, è indubbiamente tra i djs italiani più apprezzati ed originali. Nato a Taranto, attualmente vive a Bologna, dove oltre a suonare, organizza eventi di notorietà extra-urbana nei locali più noti della città. Si occupa da anni dell’ importazione e distribuzione di dischi presso il Trixshop di Bologna, stabilendo un filo diretto con la Jamaica. Dal 1999 per due anni ha fatto parte del Kaly weed suond, per poi decidere di camminare per le strade della musica da solo. Per anni ha condotto un programma su Radio k centrale, nota emittente indipendente della città. Nel 2003 ha formato con Dj Indi e Macro Marco la “Juggling Akademy”, un progetto basato sul mixaggio, la qualità e l’originalità stilistica della musica suonata. Tale progetto ha di fatto radicalmente cambiato la scena italiana, influenzando nella tecnica e nell’arte della selezione le successive generazioni di Djs. Madkid ha all’attivo due noti mixtape: “Back in the Days” e “My Way”, che riscuotono vasto successo tra il pubblico e gli “addetti ai lavori”. Il suo stile, inconfondibile e versatile che spazia tra Reggae, Soul e Rap, lo porta a suonare per ben 12 mesi all’anno da Milano a Ragusa, partecipando ai principali eventi della scena e collaborando con noti artisti nostrani ed esteri. Quando suona, è impossibile non lasciarsi trasportare dalla velocità del mixaggio, seguire la scia della selezione, eclettica e talvolta insolita, che ti travolge in un percorso da lui scelto per portarti in un viaggio di suoni, vibrazioni e racconti. Una sua session ti lascia sulla pelle sensazioni di colore e fantasia per perderti e, sull’ultima tune, poi ritrovarti con qualcosa in più.
Revolution>>
MINUS SHOWCASE
starring
TROY PIERCE (Minus, USA)
GAISER (Minus, USA)
RUMBA (Concrete, I)
JON GAISER
Si chiama Gaiser perché spara suoni sulfurei, genera evaporazioni di sudore ed erutta colonne di beat incandescenti dal nero vulcano dei suoi deck.
Vomita getti di minimal dalla regolarità impressionante, facendo lievitare la temperatura di ogni party a 451 gradi Fahrenheit.
È l'ultimo fenomeno scoperto da Hawtin durante una spedizione scientifica nel Michigan: Richie ha notato subito la sua potenza sonora, figlia di un'annosa esperienza come batterista punk, mentre Jon stava incendiando il sottosuolo di Detroit con l'utilizzo misto di batterie acustiche e digitali.
Rapito da tale terrificante e meraviglioso fenomeno, la Minus tutta ha voluto imbrigliare la sua potenza come un moderno Prometeo.
Sia chiaro, non si tratta di semplice cassa dritta, le sonorità sono varie e, nonostante la cupezza generale, le melodie penetrano nel cervello come una lama rovente.
Dicono che abbia un'innata capacità nel percepire le necessità del dance floor, come se stabilisse una connessione neurale con il pubblico, ma sembra strano guardando la sua faccia inespressiva e incazzata.
Che sia vero o no, si consiglia comunque di vestirsi molto leggeri.
Nel tetro sifone del Kinder sembrerà di essere in un geyser.
TROY PIERCE
Troy Pierce è nato in Indiana, ha firmato il suo debutto discografico solista alla fine del 2004 con "Restore", un album che unisce al minimalismo una sensibilità melodica ed influenze che vanno dall'acid house al techno-pop anni '80 al suono di Detroit.
Troy ha pubblicato materiale discografico anche sotto gli alias di Louderbach, con il quale ha pubblicato da poco l'album "Enemy Love" e Slacknoise, e recentemente ha remixato artisti come Ellen Allien e The Knife. Troy è mosso da una costante curiosità verso le nuove frontiere della tecnologia applicata alla musica e non a caso attualmente sta lavorando insieme a Magda ad un progetto in grado di incorporare multipli laptop ed altri dispositivi in modo da realizzare un set più vicino al concetto di performance live piuttosto che al tradizionale dj set.
Per non parlare delle voci ufficiose, ma nemmeno troppo, che narrano di una imminente reunion del super trio Run Stop Restore, che vede protagonisti Magda, Marc Houle e lo stesso Pierce. Staremo a vedere....