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Enrico è un bimbo come tanti, con una eccezione: si nutre solo di libri, finché un’indigestione… Il Gruppo lettori volontari della Biblioteca C. Pavese, nell’ambito del progetto nazionale "Nati per Leggere", propone ai bambini da 3 a 6 anni la lettura animata "Il bambino che mangiava i libri" in Area Ragazzi.
Il Gruppo lettori volontari include alcuni appartenenti al gruppo di lettura "Legg’io", ed è sempre aperto a educatori, genitori, nonni e lettori per passione che desiderino mettersi alla prova come raccontastorie per i più piccoli.
La programmazione di "Vietato ai Maggiori", la rassegna della Biblioteca C. Pavese per i bambini e le loro famiglie, propone nel mese di marzo una ricchissima programmazione di letture e incontri per i bambini di tutte le età, anche in collegamento con tre prossimemanifestazioni dedicate ai libri per l’infanzia: "Bologna Children’s Book Fair" - Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi, il Premio Pippi del Comune di Casalecchio di Reno e la prima edizione del festival "Bolibrì".
Presentazione tesi di laurea sostenuta all'Università di Bo Dott.ssa Silvia Andreoli – Parteciperà la Prof.ssa Beatrice Borghi (Università di Bo)
Non è mai troppo tardi per cambiare vita. Ce lo ricordano il cacciatore di teste Roberto D’Incau e la giornalista Rosa Tessa nel loro Quasi quasi mi licenzio (Salani), un manuale per chi ha voglia di buttarsi in una nuova avventura professionale, perchè a qualunque età e in qualunque momento si può cogliere l’occasione per realizzarsi davvero.
Incontro con Nicola Biondo, in occasione dell’uscita del suo libro IL PATTO (Chiarelettere) scritto con Sigfrido
Ranucci. Dialoga con l’autore Filippo Vendemmiati
DA CIANCIMINO A DELL’UTRI. LA TRATTATIVA STATO E MAFIA NEL RACCONTO INEDITO DI UN INFILTRATO
Sembra un film ma è una storia vera, e inedita, di cui pochissimo si è scritto e parlato. Un infiltrato dentro Cosa
nostra negli anni delle stragi e all’inizio della Seconda repubblica. Un uomo d’onore al servizio dello Stato. Oggi le
rivelazioni di Ilardo – raccolte dal colonnello Michele Riccio – sono alla base di un processo in corso a Palermo
che vede come principale imputato il generale Mario Mori.
Nicola Biondo è giornalista freelance, scrive per l’Unità. È stato consulente di diverse procure.
| STEFAN ANTON RECK direttore |
| PAOLO VERO maestro del coro |
| ROBERT SCHUMANN (nel bicentenario della nascita - 1810) Requiem per coro e orchestra op. 148 |
| RICHARD STRAUSS Don Quixote, variazioni fantastiche su un tema di carattere cavalleresco op. 35 |
| ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA |

di Manlio Santanelli
con Lello Arena e Sebastiano Tringali
regia Giancarlo Sammartano
Si ha da sapere che ho trascorso la mia infanzia in una angusta magione di un ancor più angusto edificio del centro storico di Napoli… Qualche crepa di troppo – ahinoi, gli indesiderati postumi della guerra – una corposa ristrutturazione in perfetto stile bunker e finalmente il coraggio di uscire da quell’incubo. Non va sempre così. Lello Arena e Sebastiano Tringali nell’occasione son quelli che passano tutta la loro vita tra le stesse quattro mura. Quelli che avvinghiati ai loro ricordi non percepiscono più il vuoto che li circonda. Quelli che vorrebbero uscire dal guscio ma non ce la fanno. Si inventano strategie di clownesca sopravvivenza, cercano una via d’uscita. Vivono una situazione di emergenza ma non spingono il maniglione antipanico. Pronti ad emigrare non oltrepassano mai il confine. Indietreggiano. «Ogni spettatore – suggerisce Santanelli – sarà libero di ritrovare nella commedia quegli umori che gli sono più congeniali, beninteso anche contro le intenzioni dello stesso autore».

regia di Alessandro Bergonzoni e Riccardo Rodolfi
Un’ideale corda tesa a delimitare gli spazi del monologo da quelli del soliloquio. Un attore-attore che si muove nella ricerca di una precisione contemporaneamente complessa e comicamente dissonante. Uno spazio per sottolineare la reale linea d’ombra di Alessandro Bergonzoni, mai come stavolta, sotto i vostri occhi e per i vostri cervelli.
“Marco, il Territorio, NEL (fare) NEL (mentre) NEL (posto) NEL (momento) NEL (contesto) NEL (pensato) NEL (dire) NEL (guardare): il dentresco una sorta di sorte, questo è il costrutto: costruire il distrutto. L’illimitata delimitazione (bergon-zone) il retroquadro di punti scardinati. NO (negazione del Nord), SU (la parte altra del Sud), ES (essere come abbreviazione di Est), OV’EST (dov’è). Dove è tutto? Li mentre si è la (nella memoria fotografica). Nell’energia enucleare perché estrarre la forza chiusa costa. Uno spettacolo sulla cauzione per sprigionare le forze. Aprimi cielo.”

di Roberto Andò e Moni Ovadia
da William Shakespeare
regia Roberto Andò e Moni Ovadia
con Moni Ovadia e Shel Shapiro
e con Ruggero Cara, Lee Colbert, Roman Siwulak, Maxim Shamkov, Federica Vincenti
e Moni Ovadia Stage Orchestra
Un luogo imprecisato, a metà tra un ospedale e un mattatoio, in un futuro che è già cominciato. Un enigmatico mercante, del cui patrimonio non si conosce l’origine, e un regista ebreo, da anni inattivo, vi si incontrano per discutere di un progetto che li legherebbe, una messinscena del Mercante di Venezia. In comune hanno un’ossessione, Shylock, uno dei grandi personaggi shakespeariani. Mentre scorrono le visioni e gli esilaranti paradossi del Mercante di Venezia immaginato dal regista con una strana compagnia tragicomica, si delinea una partita sottile e inquietante in cui a essere in gioco è la stessa possibilità di tenere in vita il teatro come baluardo contro l’impostura e l’odio, fragile talismano della più grandiosa invenzione, quella dell’identità

Autore : Giorgio Comaschi e Andrea Santonastaso
Produzione Associazione Culturale Compagnia Teatrale IL CHIOSTRO
con Andrea Santonastaso
…Bologna è una città che va vissuta di tre quarti, obliquamente, da buchi della serratura, da porte socchiuse di botteghe, galleggiando tra albe e tramonti, coi tempi da scandire a tavola e passeggiate alzando in alto l’ottica dell’osservazione. Bologna non e una città frontale. Non ha frontalità!…”Il modo in cui è disegnata, gli spazi a disposizione, le geometrie strane dei portici e delle strade, se ci fate caso, non danno mai la possibilità di vedere un palazzo o un monumento di fronte .Le facciate, a Bologna, le vediamo sempre storte, un po’ all’insù, in diagonale.”
Andrea Santonastaso voleva descrivere Bologna.
Giorgio Comaschi l'aveva fatto in maniera perfetta in due libri. Così Andrea ha telefonato a Giorgio. E un pomeriggio gli ha letto i suoi libri. Giorgio seduto ascoltava, Andrea in piedi leggeva. Poi Giorgio ha applaudito commosso, nalmente qualcuno che descriveva Bologna come l'avrebbe fatto lui. “Guarda che l'hai già fatto! Quello che ti ho letto l'hai scritto tu! Io ho solo scelto i capitoli dei tuoi libri nei quali mi sono ritrovato di più.”
Questo monologo è la messa in scena di una eterna dichiarazione di amore fatta da due bolognesi ad una città e alla sua gente.Uno spaccato delle manie, dei modi di dire, delle abitudini e delle assurdità di noi bolognesi, analizzate e descritte dallo straordinario “occhio clinico” di Giorgio Comaschi e ‘raccontate’ dalla vèrve formidabile di Andrea Santonastaso.

di Henry James
regia di Matjaz Berger
traduzione Rastko Mocnik
con Jana Zupancic, Borut Veselko, Branko Jordan, Jadranka Tomazic, Janez Starina, Dragica Potocnjak, Akira Hasegawa, Uros Potocnik, Ana Ruter, Ana Urbanc, Peter Harl, Nana Milcinski, Irena Yebuah Tiran, Leticia Yebuah Slapnik
tenore Rok Zidaric
basso Robert Yebuah
voce femminile di Henry James Nada Vodusek
voce maschile di Henry James Jure Longyka
drammaturgia Nana Milcinski
scenografia Matjaz Berger
costumi Alan Hranitelj
prodotto da Anton Podbevsek Teatre in collaborazione con Teatri di Vita
prima nazionale
In un'inedita rielaborazione sperimentale di Matjaz Berger, lo spettacolo Portret nege gospe (Ritratto di signora) giunge a Teatri di Vita direttamente dalla Slovenia, fucina del nuovo teatro mitteleuropeo.
Primo grande capolavoro di Henry James, Ritratto di signora è messo in scena dall'Anton Podbevsek Teatre di Novo Mesto, dallo stesso regista che già nel 2006 aveva presentato Il nome della Rosa al pubblico di Teatri di Vita.
In una fusione unica tra i temi del tradizionale romanzo e un sapore tutto contemporaneo, lo spettacolo presenta una scenografia coinvolgente e attiva, che enfatizza il dinamismo interiore dei personaggi stessi, con la ricchezza linguistica articolata e allusiva del romanzo di James. In scena la storia di formazione della giovane e bella Isabel Archer, piena di fervida immaginazione e di desiderio di indipendenza, trascinata nel gorgo di amori e relazioni, trovandosi così incastrata in modelli sociali e culturali che le stanno troppo stretti.
Berger allestisce così una sorprendente versione di Ritratto di signora, celebre anche per la precedente trasposizione cinematografica di Jane Campion con l'interpretazione di Nicole Kidman. Un romanzo del XIX secolo tradotto con i linguaggi del nuovo teatro del XXI secolo.
Jacopo Salieri piano e voce
Fausto Negrelli batteria
Andrea Sartini c.basso
Giovanni Bertelli chitarra
Pasquale Paterra tromba

H 22 Salento Show Case presenta live MISS TRINITI & THE BURNIN BAND (reggae) giovane promessa del reggae Jamaicano definita a pieno titolo la regina del Ragga Hop grazie alle sue doti canore che le permettono di spaziare tra ritmi hip-hop, reggae e dancehall
A seguire Reggae Night Downtown Bash con Paolino Madkid
150.000 copie vendute in Giappone su etichetta Emi Japan, 100.000 suonerie vendute in tutto il mondo, 2 Nomination per gli EME (Jamaican Grammy's) come miglior artista femminile accompagnata da Beenie Man, Vybz Kartell"
Si affaccia così, al mercato italiano, la next best thing del reggae Jamaicano.
Ms. Triniti, all'anagrafe Triniti Bhaguandas è stata definita a pieno titolo la regina del Ragga Hop grazie alle sue doti canore che le permettono di spaziare tra ritmi hip hop, reggae e dancehall con sorprendente versatilità.
Dopo il Triniti Tour, che l'ha portata a condividere i palchi con star del calibro di Sean Paul, Shaggy, Ja Rule, Luciano, Elephant Man, Vybz Kartel e Maxi Priest, Triniti arriva in Italia con il suo primo singolo, il suo primo album ed un tour che durerà tutta l'estate in compagnia di Burnin’ Band.

Francesco Pinetti – vibrafono
Patrick David Robertson – pianoforte
Da tempo alla ricerca ideale di nuove forme sonore, ecco il nuovo progetto caratterizzato dal suono armonioso del vibrafono di Francesco Pinetti e gli ovattati registri del pianoforte di Patrick David Robertson. Due storie, due strumenti differenti per spaziare ed evocare percorsi musicali che si incontrano e si fondono, in un viaggio del mondo attraverso sonorità che spaziano dalla musica classica al jazz contemporaneo.